AGGIORNAMENTO: Il sindaco di Mirabella Eclano, Giancarlo Ruggiero, ha assicurato che la “Grande Tirata” di settembre si farà. Dopo le dimissioni di Giotto Faugno, il primo cittadino rassicura: “Infondati i problemi di sicurezza: l’obelisco non si fermerà”.
La tradizione che da oltre un secolo univa la comunità di Mirabella Eclano si è infranta contro un muro di sicurezza e ritardi. L’obelisco di paglia e legno alto 25 metri, simbolo identitario del paese irpino, non sfilerà per le vie del centro storico il sabato che precede la terza domenica di settembre. A comunicare la decisione è Giotto Faugno, direttore artistico della manifestazione, che ha rassegnato le dimissioni dopo aver constatato l’impossibilità di completare i lavori di messa in sicurezza dell’antica struttura.
La “Grande Tirata”, evento che da 103 anni scandisce il tempo della comunità, si ferma. La notizia ha scosso il paese, che vive il Carro come un rito collettivo, il giorno in cui ogni divisione si annulla e resta solo la fune da tirare insieme. L’assessora comunale Raffaella Rita D’Ambrosio ha commentato: “Se la Grande Tirata di settembre non dovesse svolgersi, non ci saranno vincitori né colpevoli da additare. Ci sarà una sola, enorme sconfitta: quella dell’intera comunità”.
Il peso della tradizione e la decisione di Faugno: “Non c’è più tempo”
La lettera con cui Faugno comunica il passo indietro è indirizzata al sindaco. Poche righe, dirette, che raccontano di un lavoro iniziato sei anni fa, in totale autonomia, senza incarichi ufficiali né commissioni formali. L’ex direttore artistico stava lavorando alla realizzazione delle componenti strutturali e decorative del Carro “Cupola”, pensato per sostituire quello ormai fatiscente negli ultimi tre piani.
Un’opera complessa che avrebbe richiesto ancora circa quattro mesi di lavoro per essere completata. Tempo che non c’è. “Non è completa nella sua interezza strutturale e decorativa, pertanto non può essere montata in sostituzione della vecchia”, scrive Faugno. La questione sicurezza era stata sollevata già da anni, e le soluzioni tampone usate nelle ultime edizioni per garantire comunque la tirata non sono più praticabili.
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“Non c’è più tempo per mettere in sicurezza l’obelisco”, ha dichiarato l’ex direttore. Nella lettera, un passaggio personale: centotré anni di storia, durante i quali la sua famiglia ha messo passione, sacrifici e cura in questa tradizione. “Con rammarico e delusione sono giunto al momento di sospendere il mio appuntamento fisso”, conclude Faugno. Non è la prima volta che il tema della sicurezza finisce al centro del dibattito.
Già negli anni scorsi erano emerse criticità sulla stabilità dell’obelisco, ma le risorse e i tempi non erano mai stati sufficienti per un intervento risolutivo. Ora, con l’appuntamento di settembre alle porte, la corsa contro il tempo si è rivelata impossibile.
Il dolore della comunità e l’appello di D’Ambrosio
La notizia ha lasciato la comunità di Mirabella Eclano senza parole. Il Carro non è solo un evento folkloristico: è un rito che unisce generazioni, un momento in cui il paese si stringe attorno a una tradizione che affonda le radici nel passato contadino e artigianale.
L’assessora Raffaella Rita D’Ambrosio, intervenuta per prima, ha detto che la sospensione non è una sorpresa: era chiaro da mesi che il momento sarebbe arrivato, così come era chiaro che gli interventi tampone non avrebbero retto a lungo. D’Ambrosio ha invitato tutti a mettere da parte le polemiche e a concentrarsi sulle soluzioni.
“Il tempo delle analisi è finito. È arrivato quello delle decisioni”, ha aggiunto, ricordando che trovare una soluzione entro settembre è un dovere che riguarda tutti, nessuno escluso. Chi avrebbe potuto intervenire e non lo ha fatto, lo dirà la storia. Per ora, a Mirabella Eclano, restano solo le funi. E nessuno a tirarle.
La speranza è che la tradizione possa riprendere il prossimo anno, ma per ora il silenzio e l’amarezza hanno preso il posto della festa.
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