Siamo alla vigilia della terza ondata di caldo di questa prima parte d’estate, innescata da una nuova e prepotente pulsazione dell’anticiclone subtropicale africano. Dopo la breve tregua dei giorni scorsi, masse d’aria sahariana stanno nuovamente investendo la Penisola, con temperature destinate a raggiungere livelli eccezionali, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori.
Il picco della fiammata africana è atteso tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, quando nelle zone interne di Lazio e Toscana si toccheranno diffusamente i 38-39 gradi, mentre la Sardegna sarà la regione più colpita, con punte che potrebbero superare i 42 gradi. Le recenti rilevazioni del centro Copernicus hanno appena certificato che giugno 2026 è stato il mese più caldo di sempre a livello europeo, un segnale chiaro e tangibile di un cambiamento climatico sempre più pressante.
L’unica speranza di tregua è attesa intorno al 18 luglio, quando un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa potrebbe investire le regioni settentrionali, portando un primo refrigerio ma anche il rischio di grandinate e fenomeni estremi.
Il picco della terza ondata: 42 gradi in Sardegna
Per buona parte della prossima settimana, oltre a un dominio incontrastato del sole, sono attese temperature estreme e ben oltre le medie storiche di riferimento. Questa volta il bersaglio grosso dell’aria rovente saranno il Centro-Sud e le due Isole maggiori. Nelle zone lontane dalle mitigatrici brezze marine si toccheranno diffusamente i 38-39 gradi su Lazio e Toscana, con punte localmente superiori.
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Sarà tuttavia la Sardegna a subire l’impatto più intenso della massa d’aria in uscita diretta dal Nord Africa. Nelle zone interne i termometri potrebbero superare i 42 gradi, con punte localizzate pure superiori. Farà molto caldo anche sulle pianure del Nord e sull’intero arco alpino: qui le temperature eccezionali spingeranno lo zero termico a quote stellari, innescando una fusione massiva e accelerata dei ghiacciai. Le città più esposte, come Roma, Firenze, Cagliari e Palermo, potrebbero vedere attivati i bollettini caldo con bollino rosso, con raccomandazioni per anziani, bambini e persone con patologie preesistenti.
La tregua arriverà dal 18 luglio? Le previsioni
Qualcosa potrebbe sbloccarsi solamente intorno al 18 luglio, quando un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa potrebbe investire le regioni settentrionali, portando un primo e atteso refrigerio e spezzando la cupola anticiclonica. Attenzione però al rischio di grandinate dopo questa ondata di caldo: lo scontro tra l’aria rovente accumulata e l’aria fresca in arrivo potrebbe generare fenomeni estremi, con temporali violenti e grandinate di grandi dimensioni.
Al momento, le previsioni indicano che il fronte potrebbe interessare inizialmente il Nord-Ovest per poi estendersi gradualmente al resto della Penisola, ma la traiettoria è ancora da confermare. Nel frattempo, le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde (12-17), bere molta acqua, proteggere le fasce più fragili della popolazione e prestare attenzione agli animali domestici. L’estate 2026 si conferma una delle più calde degli ultimi decenni.
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