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Nuovi OGM, via libera UE: niente etichetta per le NGT-1. Proteste dal mondo bio

Il Parlamento UE approva le nuove tecniche genomiche (NGT). Le piante NGT-1 equiparate a quelle convenzionali senza etichetta. Proteste dal mondo bio.

Nuovi OGM, via libera UE: niente etichetta per le NGT-1. Proteste dal mondo bio

Dopo oltre due anni di dibattito e negoziati, il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva, nella mattinata di martedì 17 giugno, il nuovo regolamento sulle piante ottenute con le nuove tecniche genomiche (NGT) – note in Italia anche come tecniche di evoluzione assistita (TEA) – e sui prodotti da esse derivati. Un provvedimento che segna una svolta epocale per l’agricoltura europea e che divide nettamente il mondo produttivo e consumeristico.

Due categorie di piante: NGT-1 senza etichetta, NGT-2 come gli OGM tradizionali

Le nuove regole introducono un cambio di paradigma nella classificazione. Le piante ottenute con NGT saranno divise in due categorie basate sulle caratteristiche genetiche finali e non sul metodo di ottenimento:

  • NGT-1: piante con modifiche genetiche limitate, paragonabili a quelle ottenibili con tecniche di selezione tradizionale. Saranno equiparate alle piante convenzionali, senza obbligo di etichettatura come OGM. Le varietà autorizzate saranno inserite in una banca dati pubblica UE, e i sacchetti di sementi dovranno riportare l’indicazione, ma il prodotto finale (gli alimenti) non sarà distinguibile né etichettato.
  • NGT-2: piante con modifiche genetiche più ampie o complesse. Saranno soggette alle stesse norme degli OGM tradizionali, con valutazione del rischio, autorizzazione, tracciabilità ed etichettatura obbligatoria. I singoli Stati UE potranno limitarne o vietarne la coltivazione sul proprio territorio.

La distinzione, però, è destinata a creare forti tensioni: le piante NGT-1 sono praticamente indistinguibili da quelle convenzionali, il che rende impossibile per i consumatori sapere se un alimento le contiene o meno.

Mondo bio in allarme: “Così si cancella la libertà di scelta”

Proprio l’impossibilità di distinguere una pianta NGT-1 da una ottenuta con metodi tradizionali ha scatenato la protesta del mondo biologico. Le piante ottenute con NGT non saranno ammesse in agricoltura biologica, ma la loro presenza accidentale non costituirà una violazione del disciplinare, poiché tecnicamente inevitabile.

Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, ha dichiarato: “È una scelta che mette in pericolo il diritto degli agricoltori e dei cittadini europei a produrre e consumare alimenti liberi da OGM, vecchi e nuovi, compromettendo la trasparenza del mercato e la libertà di scelta dei consumatori”.

Luigi Tozzi, vicedirettore di SAFE – Safe Food Advocacy Network, ha aggiunto: “Per i consumatori che desiderano mangiare alimenti privi di OGM, sarà impossibile identificare i prodotti che non contengono NGT. Per i produttori, come gli agricoltori biologici, sarà impossibile proteggersi dalla contaminazione, mettendo a rischio il loro intero modello di business”.

Di segno opposto le reazioni delle associazioni agricole. CIA Agricoltori Italiani ha definito l’approvazione un “traguardo per l’agricoltura”, mentre Assosementi parla di “pietra miliare per l’innovazione agricola”. La relatrice del provvedimento, l’eurodeputata svedese Jessica Polfjärd (PPE), ha commentato: “È una vittoria storica per gli agricoltori europei e per il futuro dell’Europa. Abbiamo scelto l’innovazione, la competitività e la sicurezza alimentare”.

Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, ma le sue disposizioni si applicheranno due anni più tardi, probabilmente dal 2028. Fino ad allora, il dibattito tra favorevoli e contrari è destinato a infiammarsi.

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