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Sequestrati 7,2 kg di tartufo estivo in un ristorante: multa al ristoratore per mancanza di tracciabilità

I sacchetti congelati erano privi di informazioni sulla tracciabilità.

Sequestrati 7,2 kg di tartufo estivo in un ristorante: multa al ristoratore per mancanza di tracciabilità

I Carabinieri Forestali del Nucleo di Senigallia (Ancona) hanno sequestrato 7,2 chilogrammi di tartufo nero estivo (Tuber aestivum) in un ristorante della Valle del Misa. Il controllo, effettuato nel pomeriggio di ieri, rientra in una campagna più ampia nel settore agroalimentare coordinata dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma.

Nella cella frigorifera del locale, i militari hanno rinvenuto 14 sacchetti di tartufo congelato in lamelle, privi delle informazioni obbligatorie per garantirne la tracciabilità. Il prodotto, del valore stimato di diverse centinaia di euro, è stato immediatamente posto sotto sequestro.

Il ristoratore dovrà ora pagare una sanzione amministrativa di circa 1.500 euro. L’operazione dimostra l’attenzione delle forze dell’ordine verso la filiera del tartufo, spesso soggetta a frodi e irregolarità che danneggiano i consumatori e i produttori onesti.

Tracciabilità obbligatoria e rischio per la salute

La normativa europea e nazionale impone che ogni prodotto alimentare, compreso il tartufo, sia accompagnato da informazioni chiare sull’origine, sul produttore e sulla data di raccolta. Nel caso specifico, i sacchetti sequestrati non riportavano alcun dato utile a ricostruire il percorso del prodotto dalla raccolta alla tavola. Si tratta di una violazione grave, che non solo inganna il consumatore, ma può anche nascondere rischi igienico-sanitari, come la presenza di conservanti non autorizzati o di tartufi raccolti in aree contaminate o in periodi vietati.

Il tartufo nero estivo (Tuber aestivum), detto anche scorzone, è una specie molto apprezzata in cucina e il suo commercio è regolamentato da precise disposizioni. La mancanza di tracciabilità impedisce di verificare la provenienza e la corretta conservazione del prodotto.

L’intervento dei Carabinieri Forestali, con il supporto del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ast, ha permesso di togliere dal mercato una partita potenzialmente pericolosa. Il ristoratore è stato denunciato all’Autorità amministrativa, che provvederà a irrogare la sanzione di 1.500 euro.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità lungo la filiera di approvvigionamento. L’episodio serve da monito per tutti gli operatori del settore: la tracciabilità non è un optional, ma un obbligo di legge a tutela della salute pubblica e della trasparenza del mercato.

Fonte: Ansa

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