Le incertezze globali – dai bombardamenti in Medio Oriente alla chiusura dello Stretto di Hormuz – potrebbero paradossalmente rappresentare una buona occasione per le aziende vitivinicole italiane per rivedere la propria strategia. È il messaggio lanciato da Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini (UIV) , in un comunicato diffuso durante il recente Vinitaly, dove lo stesso Frescobaldi è stato premiato con il Vinitaly International Award per il suo impegno nella promozione del vino italiano e della cultura enologica nel mondo.
“Bisogna operare – ha dichiarato – un ulteriore salto di qualità nelle scelte aziendali, a partire da una managerialità ancora più decisiva, da un maggiore ascolto e lettura dei mercati e delle analisi sulla domanda”. Un invito a non subire passivamente le crisi, ma a trasformarle in un’opportunità per comprendere dove spostare il tiro, se necessario. L’obiettivo è duplice: essere più presenti sui mercati e conoscere meglio i clienti da un lato, produrre vini contemporanei in linea con la domanda dall’altro.
Responsabilità collettiva e salto di qualità per l’intera filiera
Frescobaldi riconosce che la ricerca di managerialità e l’attenzione al mercato caratterizzano già normalmente l’azione dei produttori più virtuosi. “Ma in questo momento – ha sottolineato – serve più che mai una presa di responsabilità collettiva, con scelte nette e chiare a partire da tutta la filiera“. Un richiamo a non disperdere energie in atteggiamenti attendisti, ma a investire in formazione, analisi e innovazione organizzativa.
Il presidente UIV ha ricevuto il prestigioso riconoscimento al Vinitaly proprio per la sua capacità di interpretare e anticipare le sfide del settore, in un’annata segnata da dazi, crisi internazionali e cambiamenti nei consumi. Il salto di qualità auspicato non riguarda solo la produzione, ma anche la comunicazione, la distribuzione e il rapporto con il consumatore finale.
In un contesto di mercato sempre più frammentato e competitivo, la ricetta di Frescobaldi è chiara: meno improvvisazione, più dati, più coraggio nelle decisioni. Le crisi – conclude il messaggio – non vanno subite, ma governate.
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