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Ortofrutta, riforma dei mercati all’ingrosso: pronto il ddl

L'Italia ha 130 mercati (sei volte Francia e Spagna). Progetto di legge per classificarli e ridurre la frammentazione. Nasce la Consulta e si punta a hub logistici interconnessi. Pnrr: risorse solo a chi ha funzione.

Ortofrutta, riforma dei mercati all’ingrosso: pronto il ddl

L’Italia ha oltre 130 mercati all’ingrosso ortofrutticoli attivi, circa sei volte quelli di Francia o Spagna. Un numero eccessivo che, secondo Massimo Pallottini, presidente di Italmercati (la rete che riunisce 22 strutture nazionali, con 7 milioni di tonnellate di merce movimentate e 11 miliardi di fatturato), mina la competitività del settore. Per questo è pronto un progetto di legge – già bollinato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – che punta a classificare i mercati in base alla loro matrice strategica. L’obiettivo non è chiudere i piccoli mercati, ma ripensarne la funzione: “Nessuno vuole chiudere i mercati minori – spiega Pallottini – ma devono avere un’altra funzione”.

Il provvedimento, condiviso da operatori e mondo della produzione, dovrà ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, visto che la competenza sui mercati è regionale. L’idea è quella di creare un sistema più razionale, capace di attrarre risorse e svolgere un ruolo non solo commerciale, ma anche distributivo, logistico e di valorizzazione del prodotto. Sul tavolo ci sono anche i 200 milioni del Pnrr già distribuiti al comparto: “Le risorse – avverte Pallottini – devono andare a chi svolge una funzione, non a mercati finti o residui”.

Consulta e hub logistici: le altre mosse per rilanciare il sistema

Il secondo pilastro della strategia è la creazione di una Consulta dei mercati all’ingrosso, presentata durante il salone Macfrut in collaborazione con Fedagromercati e le principali associazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia). La Consulta rappresenta l’interlocutore che finora è mancato per “spingere il settore verso obiettivi strategici condivisi e sempre più alti”. L’ambizione è trasformare i centri agroalimentari in hub logistici interconnessi, capaci di integrare porti, ferrovie e interporti, per ottimizzare la circolazione delle merci e accrescere il valore aggiunto dei prodotti.

Un’altra novità riguarda il rapporto con la grande distribuzione: dopo una fase di distanza, la Gdo si sta riavvicinando ai mercati, spinta dalla crescente domanda di localismo e chilometro zero. Emblematico l’accordo con Gros (Gruppo Romano Supermercati, 205 punti vendita nel Lazio), interessato a lanciare una linea dedicata ai prodotti locali.

Infine, il tema degli orari: per intercettare nuove opportunità e attrarre giovani – destinati a ereditare la professione – Pallottini propone di spostare le attività dalla fascia notturna a quella diurna, perché “la fascia notturna non fa per loro”. Una riforma ambiziosa che guarda al futuro dell’ortofrutta italiana.

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