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Gasolio, torna il taglio delle accise: si risparmiano solo 4,9 centesimi

Torna il taglio delle accise sul gasolio dal 28 ottobre al 7 novembre: si risparmiano circa 4,9 centesimi al litro. Esclusa la benzina.

Carburanti; nell'immagine pompa carburante benzina verde.

Il taglio delle accise sul gasolio è ufficialmente tornato, ma con un formato decisamente “tascabile”. Da oggi, mercoledì 28 ottobre, e fino al 7 novembre, l’accisa sul diesel utilizzato come carburante scende a 632,90 euro ogni mille litri. A stabilirlo è un decreto interministeriale del ministero dell’Economia, adottato di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Quanto si risparmia al litro (e cosa non cambia)

L’aliquota ordinaria, tornata in vigore lo scorso 6 ottobre alla scadenza del precedente taglio, era di 672,90 euro per mille litri. La differenza è di 40 euro, che si traducono in 4 centesimi in meno al litro. Considerando l’Iva al 22%, il risparmio effettivo per gli automobilisti sale a circa 4,9 centesimi per litro. Attenzione però: il provvedimento riguarda esclusivamente il gasolio. Per la benzina non cambia assolutamente nulla.

Dall’8 novembre, se non arriverà un nuovo decreto, si tornerà all’aliquota piena.

Come funziona il meccanismo delle “accise mobili”

Per finanziare questa riduzione, il governo ha utilizzato il meccanismo delle cosiddette accise mobili. In pratica, quando il rincaro del greggio sui mercati internazionali fa crescere le entrate dell’Iva oltre le previsioni, quel “tesoretto” può essere restituito ai cittadini sotto forma di taglio delle accise.

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Il decreto lo specifica chiaramente: la misura serve a compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dall’aumento del prezzo del petrolio greggio. La copertura finanziaria vale 38,7 milioni di euro e arriva da una parte del maggior gettito Iva incassato tra il 1 e il 30 settembre.

La rabbia delle associazioni dei consumatori

Se il governo esulta per il tempestivo ritorno del taglio, le associazioni dei consumatori non sono affatto soddisfatte e parlano di una vera e propria “presa in giro”.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha ricordato che il 7 ottobre la premier Giorgia Meloni aveva indicato un extragettito già arrivato a 160 milioni di euro, mentre il decreto ne stanzia meno di un quarto. Il Codacons ha invece fatto i conti della serva: con un pieno di gasolio si risparmiano appena 2,44 euro. In pratica, il prezzo di un caffè e poco più, spalmato su un periodo di circa undici giorni.

Una boccata d’ossigeno, quindi, ma talmente lieve da far storcere il naso a chi ogni giorno si trova a fare i conti con i prezzi alla pompa.

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