Menu

Fertilizzanti, allarme urea: rincari fino all’80% e timori per pane e pasta

Prezzi dell’urea in aumento dell’80%: Assofertilizzanti lancia l’allarme su pane, pasta e riso. Timori anche per il bando dal 2028.

Fertilizzanti, allarme urea: rincari fino all’80% e timori per pane e pasta

Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz e le nuove regole europee sulle emissioni rischiano di avere effetti diretti sulle tavole degli italiani. A lanciare l’allarme è Assofertilizzanti-Federchimica, che segnala una forte escalation dei costi dell’urea, tra i fertilizzanti più utilizzati in agricoltura, con possibili ripercussioni sui prezzi di pane, pasta e riso.

Secondo i dati diffusi dall’associazione, ad aprile 2026 il prezzo dell’urea ha registrato un aumento dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2025. Alla base dell’impennata vi sarebbero le crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita circa un terzo della produzione mondiale di fertilizzanti, gran parte dei quali provenienti dal Medio Oriente.

Cereali sotto pressione: aumentano i costi di produzione

L’aumento dei prezzi dei concimi rischia ora di colpire in particolare le principali colture cerealicole, come mais, grano duro, grano tenero e riso. Secondo gli operatori del settore, gli extracosti sostenuti dalle aziende agricole potrebbero inevitabilmente trasferirsi sui consumatori finali, incidendo sul prezzo dei prodotti alimentari di largo consumo.

Un quadro già complesso che potrebbe aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni con la prospettiva della messa al bando dell’urea in Italia dal 1° gennaio 2028, misura prevista nell’ambito delle politiche europee per la riduzione delle emissioni climalteranti.

Il nodo della direttiva europea sulle emissioni

Il possibile stop discende dagli obiettivi fissati dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria, che punta a limitare le pratiche agricole considerate più impattanti sul piano ambientale.

Secondo Assofertilizzanti, tuttavia, il peso reale dell’urea sulle emissioni sarebbe contenuto: il suo utilizzo nei campi rappresenterebbe infatti appena lo 0,1% delle emissioni complessive e l’1,3% di quelle agricole.

L’associazione sottolinea inoltre che la Germania ha già introdotto limitazioni sull’uso dell’urea, mentre per l’Italia si profila il rischio di una procedura d’infrazione europea per il mancato recepimento delle disposizioni comunitarie.

Nomisma: alternative possibili, ma con costi più elevati

Per valutare gli effetti economici di un eventuale divieto, Assofertilizzanti ha commissionato uno studio a Nomisma, presentato nel corso di un incontro a Roma.

Dall’analisi emerge che l’urea rappresenta circa il 16% dei fertilizzanti utilizzati, ma garantisce il 44% dell’azoto fornito alle colture, confermandosi uno strumento centrale soprattutto per la cerealicoltura del Bacino Padano.

Le possibili alternative – come nitrato di ammonio, solfato di ammonio, agricoltura di precisione, biostimolanti e fertilizzanti innovativi – comporterebbero però aumenti dei costi fino al 30%.

Più sostenibili, secondo Nomisma, sarebbero invece le soluzioni basate su urea trattata o interrata, tecniche capaci di ridurre le emissioni mantenendo l’efficacia agronomica e contenendo gli extracosti intorno al 7%.

Assofertilizzanti: “Servono innovazione e pragmatismo”

“La strada non può essere quella dei divieti indiscriminati”, ha dichiarato il presidente di Assofertilizzanti-Federchimica, Paolo Girelli, chiedendo l’approvazione dell’emendamento al disegno di legge “Coltiva Italia”, attualmente all’esame della Camera.

Secondo l’associazione, la norma consentirebbe agli agricoltori di utilizzare fertilizzanti innovativi a base di urea, in grado di rispettare i limiti sulle emissioni senza compromettere produttività e sicurezza alimentare.

“Come industria – ha sottolineato Girelli – abbiamo investito oltre 100 milioni di euro per sviluppare soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale dell’urea. Ora bisogna renderle concretamente disponibili”.

Partecipa alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti anche…