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Cina: crollo dei prezzi della pitaya a 0,21 euro/kg. Coltivatori in fuga e passaggio alle serre

La stagione della pitaya coltivata naturalmente tocca minimi storici a Nanning. Molte piccole imprese rinunciano ai depositi. Chi resiste punta sulla coltivazione protetta.

Una pila di dragon fruit (o frutto del drago) provenienti dalla pitaya (pianta)

La filiera della pitaya in Cina sta attraversando una delle crisi più gravi degli ultimi anni. Nella principale area produttiva di Nanning, nella provincia del Guangxi, i prezzi della pitaya a polpa rossa sono crollati fino a 1,5 yuan/kg (circa 0,21 euro) per il frutto coltivato naturalmente, il livello più basso mai registrato. La maggior parte dei coltivatori ha chiuso la stagione in perdita.

53 ettari e 3.000 tonnellate: il racconto di un’azienda in difficoltà

La Longyisheng Dragon Fruit Base, che conta 53 ettari coltivati e una produzione annua di circa 3.000 tonnellate, ha vissuto sulla propria pelle la débâcle. Il direttore Dong spiega: «Prima di ottobre i prezzi sono scesi ai minimi storici. Anche gli ultimi due lotti prodotti con illuminazione artificiale – che dovevano far riprendere il mercato – sono stati venduti a 5 yuan/kg (0,69 euro) , ben al di sotto delle attese di 8,4 yuan/kg (1,16 euro). Le transazioni sono rimaste difficili e molte piccole e medie imprese hanno preferito rinunciare ai depositi versati per limitare le perdite.»

Basse temperature e bruciature fogliari

A complicare il quadro, le condizioni climatiche avverse. Le temperature insolitamente basse hanno causato bruciature fogliari con ingiallimento delle foglie e rallentamento della crescita. Alcuni frutteti hanno visto compromessa parte della produzione.

Concorrenza vietnamita e eccesso di offerta

Nonostante i rapporti parlassero di un calo delle importazioni dal Vietnam, gli operatori segnalano che l’offerta complessiva non è diminuita in modo significativo, continuando a esercitare pressione sui prezzi interni. Il mercato resta strutturalmente in eccesso di offerta.

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Le contromisure: serre e diradamento dei fiori

Alcune grandi aziende, più solide finanziariamente, hanno adottato strategie differenziate:

  • Rimozione dei fiori durante la fase di fioritura per concentrare i nutrienti sulla produzione autunnale/invernale sotto luce artificiale.
  • Costruzione di serre a partire da settembre 2025 per ritardare l’immissione sul mercato e prolungare il periodo di vendita fino ad aprile.

La pitaya coltivata in serra ha raggiunto lo scorso anno un prezzo di 15 yuan/kg (2,07 euro) , un valore molto più remunerativo. Tuttavia, l’investimento richiesto è elevato e accessibile solo a grandi aziende con centinaia di ettari.

Molti coltivatori abbandonano la pitaya

«Molti coltivatori locali hanno già deciso di passare ad altre colture» – aggiunge Dong. La fiducia nel settore è ai minimi termini, e la stagnazione della domanda rischia di allontanare definitivamente i piccoli produttori.

Qualità ancora competitiva, ma non basta

Nonostante le difficoltà, la pitaya di Nanning mantiene un grado Brix di 14-16, aspetto accattivante e sapore delicato, caratteristiche che le garantiscono un vantaggio qualitativo. Ma il divario tra qualità eccellente e prezzi di realizzo non è bastato a salvare la stagione.

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