In occasione della Giornata Mondiale della Terra (22 aprile), che ogni anno mobilita oltre un miliardo di persone in 193 Paesi, il gruppo Barilla ha annunciato un importante pacchetto di investimenti per la sostenibilità ambientale. L’azienda ha infatti triplicato l’installazione di impianti fotovoltaici nei propri siti produttivi italiani, nell’ambito di un Energy & Water Plan da 168 milioni di euro avviato nel 2024. L’obiettivo è incrementare l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile, portando la potenza installata complessiva a circa 9 MWp entro il 2026 e a 24 MWp entro il 2030.
I nuovi impianti sorgeranno nelle fornerie di Melfi, Ascoli e Cremona e nel pastificio di Foggia. A livello globale, quasi la metà del consumo elettrico del gruppo (il 48% ) proviene già da fonti rinnovabili, mentre in Italia i marchi Mulino Bianco, Pan di Stelle, GranCereale e i Sughi Barilla utilizzano già il 100% di energia elettrica rinnovabile. Un risultato che posiziona Barilla tra i leader italiani nella transizione energetica del settore alimentare.
Mulino Bianco verso il 100% rigenerativo: la sfida di Buongranò
Il piano energetico è parte di una strategia integrata che coinvolge fornitori, partner e stakeholder in un modello di filiera rigenerativa. Dal 2019, la Carta del Mulino – un disciplinare realizzato con WWF Italia, Università di Bologna, Università della Tuscia, Cnr-Ibe e OpenFields – guida gli agricoltori fornitori verso un’agricoltura rigenerativa fondata su dieci regole che combinano qualità del prodotto, supporto alle comunità rurali e tutela degli agroecosistemi. Il risultato più tangibile di questa visione è Buongranò, il primo biscotto realizzato con 100% di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa.
L’ambizione di Barilla è ancora più alta: entro il 2030, l’intera gamma Mulino Bianco sarà prodotta con farina di grano tenero proveniente esclusivamente da questo modello agricolo sostenibile. Un impegno concreto che unisce la riduzione dell’impronta carbonica (grazie al fotovoltaico) alla rigenerazione dei suoli e della biodiversità (grazie alle pratiche agricole innovative). Per Barilla, la ricetta per il futuro è chiara: più energia pulita e più grano rigenerativo.
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