Dopo quindici anni di attesa, l’Italia ha finalmente un’arma legislativa efficace per difendere il proprio saper fare agroalimentare. Il 16 aprile 2026 è stata approvata la nuova legge su Tracciabilità e Trasparenza, un provvedimento atteso da tempo che introduce pene più severe per chi contraffà i prodotti made in Italy.
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha ricordato che il testo giaceva da quindici anni nei cassetti delle istituzioni. Ora è realtà. L’obiettivo è chiaro: contrastare l’Italian Sounding – quei marchi che fanno sembrare italiani prodotti che non lo sono, come il famigerato Parmesan – e le contraffazioni vere e proprie.
Secondo le stime, il fenomeno vale complessivamente tra gli 85 e i 120 miliardi di euro all’anno. Una cifra che danneggia l’economia, l’occupazione e la reputazione del made in Italy nel mondo.
La nuova legge è stata costruita con il contributo di associazioni di categoria, forze dell’ordine ed esperti. E coinvolge anche il Ministero della Giustizia per garantire l’efficacia delle misure penali. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Due nuovi reati nel codice penale
La legge introduce due specifici reati per punire le frodi alimentari.
Primo reato: frode alimentare – colpisce chi commercializza alimenti o bevande che sa non essere genuini, o che provengono da luoghi diversi da quelli indicati in etichetta. Penalità: reclusione da 2 mesi a 1 anno.
Secondo reato: commercio di alimenti con segni mendaci – punisce chi utilizza segni distintivi o indicazioni fuorvianti sulla qualità o quantità degli alimenti. Penalità: reclusione da 3 a 18 mesi.
Non solo. Sono previste tre aggravanti che possono aumentare la pena fino a un terzo:
- Agropirateria: attività illecita organizzata e continuativa.
- Quantità rilevante: quando i volumi di prodotto contraffatto sono particolarmente alti.
- Falso biologico: prodotti venduti come biologici senza esserlo.
Tutela rafforzata per Dop e Igp
Le indicazioni geografiche e le denominazioni di origine protetta rappresentano un mercato da 20,7 miliardi di euro alla produzione e 12,3 miliardi di export (fonte: report Ismea-Qualivita).
La nuova legge inasprisce le sanzioni per la loro contraffazione:
- Pena detentiva: da 1 a 4 anni (prima era massimo 2 anni).
- Multe: da 10.000 a 50.000 euro (prima fino a 20.000 euro).
Inoltre, viene introdotta la confisca obbligatoria dei prodotti, dei beni e degli strumenti utilizzati per commettere il reato.
Una novità importante riguarda i prodotti sequestrati ma ancora commestibili: l’autorità giudiziaria dovrà destinarli a enti caritatevoli per persone bisognose o ad associazioni che si occupano di animali abbandonati.
Sanzioni amministrative proporzionali al fatturato
Finora, una piccola impresa poteva ricevere la stessa multa di una multinazionale. Un’ingiustizia che la nuova legge corregge.
Le sanzioni amministrative vengono graduate in base alla gravità della violazione e collegate al fatturato dell’azienda coinvolta. Viene inoltre istituita una Cabina di regia per i controlli amministrativi, presieduta dal ministro del Masaf, che coordinerà tutte le forze ispettive per evitare duplicazioni e rendere i controlli più efficienti.
Stop all’uso improprio del termine “latte”
Un capitolo a parte riguarda i prodotti vegetali. La legge vieta l’uso del termine “latte” per bevande vegetali (come latte di mandorla o di soia) se non accompagnato dalla corretta denominazione che ne specifichi l’origine vegetale.
L’obiettivo è evitare confusione nel consumatore.
Le sanzioni per chi viola questa norma vanno da 4.000 a 32.000 euro, oppure fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (con un tetto massimo di 100.000 euro).
Piano straordinario per la filiera bufalina
La mozzarella di bufala campana Dop è uno dei prodotti più imitati e contraffatti al mondo. Per questo, la legge introduce un piano straordinario nazionale con:
- Una piattaforma informatizzata per tracciare tutti i movimenti del latte bufalino e dei derivati.
- Controlli a campione su mungitura, trasporto, trasformazione e commercializzazione.
- Sistema di vigilanza continua e permanente, con prove di laboratorio per accertare l’origine geografica e l’uso di latte non fresco.
Le sanzioni per le irregolarità vanno da 6.000 a 48.000 euro, o fino al 3% del fatturato (tetto massimo 150.000 euro).
Riforma delle sanzioni per la pesca
Infine, la legge dedica un’attenzione specifica al settore pesca. Viene riformato in modo organico il sistema sanzionatorio esistente, con l’obiettivo di rendere le pene proporzionate alla quantità di pescato illecito e alla gravità dell’impatto ambientale.
Le norme, per ora ancora generiche, dovranno essere approfondite e rese applicabili nei prossimi mesi.
Un passo avanti per il made in Italy
La nuova legge su tracciabilità e trasparenza rappresenta una svolta storica nella tutela del patrimonio agroalimentare italiano.
Pene più severe, confisca obbligatoria, sanzioni proporzionali al fatturato e controlli rafforzati: un pacchetto di misure che rende il sistema più efficace e dissuasivo.
Ora la sfida è nell’applicazione. Serviranno risorse, formazione e coordinamento tra le forze dell’ordine. Ma la direzione è quella giusta.
Come ha sottolineato il ministro Lollobrigida, “finalmente abbiamo un’arma efficace per difendere il saper fare italiano”.
Partecipa alla discussione