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Gioiella, la burrata spinge i ricavi a 230 milioni. L’ad: “Ora puntiamo agli Usa e all’80% di Igp”

L'azienda pugliese cresce grazie all'export (60%) e punta agli Stati Uniti. L'ad Brandonisio: "Vogliamo portare la quota Igp dall'15% all'80% in due anni". Investimenti per 20 milioni.

Gioiella, la burrata spinge i ricavi a 230 milioni. L’ad: “Ora puntiamo agli Usa e all’80% di Igp”

Dalla fine degli anni Novanta, quando festeggiò con una cena il traguardo delle mille burrate al giorno, l’azienda pugliese Gioiella (Capurso Casearia) non ha più smesso di correre. Oggi produce 500mila burrate giornaliere, destinate per il 60% all’estero, e a partire da aprile la nuova linea produttiva porterà la capacità a 700mila pezzi al giorno. Il fatturato, che prima del Covid si attestava attorno ai 50 milioni di euro, ha chiuso il 2025 a 200 milioni e per il 2026 l’obiettivo è salire a 220-230 milioni, nonostante le tensioni internazionali.

A raccontare la strategia dell’azienda fondata nel 1946 a Gioia del Colle è l’amministratore delegato Andrea Brandonisio, che punta tutto su due leve principali: l’internazionalizzazione, con un focus crescente sugli Stati Uniti, e la valorizzazione delle certificazioni di origine Igp e Dop. “Crediamo che la tutela del territorio passi attraverso questi strumenti – spiega – e vogliamo portare la quota di produzione Igp (Burrata di Andria) dal 15% all’80% entro due anni”.

Export, sostenibilità e il ruolo della ristorazione

L’export rappresenta già oltre il 60% del giro d’affari, con l’Europa come mercato principale, ma crescono rapidamente anche Corea e Giappone. Gli Stati Uniti, per ora, pesano ancora poco, ma Gioiella ha deciso di investire aprendo una struttura commerciale a New York e in California. “Abbiamo velleità di espansione con siti produttivi in loco – precisa Brandonisio – ma servirebbe uno scenario di stabilità politica”. Sul fronte della ristorazione, l’azienda ha creato piattaforme distributive dedicate all’horeca che oggi valgono 30 milioni di euro, un canale diretto per formare i clienti sulla corretta conservazione e valorizzazione del prodotto.

Non mancano gli investimenti green: nei prossimi mesi sarà ultimato un depuratore per potabilizzare le acque di processo e un terzo impianto fotovoltaico porterà al 60% il fabbisogno energetico coperto da rinnovabili. Con 450 dipendenti e 20 milioni di investimenti già avviati nel 2025, Gioiella si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, senza dimenticare le radici: la Mozzarella di Gioia del Colle Dop, di cui l’azienda produce il 75% dell’intero volume consortile, resta un pilastro identitario.

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