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Asparagi, il Veneto torna sopra le 13mila tonnellate: primato italiano per produzione e superfici

Il Veneto torna sopra le 13mila tonnellate (21,2% del nazionale). Crescono Padova, Verona e Venezia. Treviso si conferma capitale dell'Igp di Badoere, mentre il Consorzio di Pernumia affronta il climate change.

Asparagi, il Veneto torna sopra le 13mila tonnellate: primato italiano per produzione e superfici

Dopo tre anni di flessione, la raccolta dell’asparago in Veneto riprende slancio. Secondo l’ultimo report congiunturale di Veneto Agricoltura, la regione ha superato nuovamente la soglia delle 13mila tonnellate prodotte, attestandosi al 21,2% del totale nazionale. Un risultato che conferma il Veneto come primo territorio asparagicolo d’Italia, sia per volumi che per superfici coltivate (1.806 ettari, pari al 19,6% del nazionale).

L’incremento produttivo dell’ultima annata è stato del 21,7% rispetto al 2024, quando i quantitativi erano rimasti poco sotto le 11mila tonnellate. L’unico dato in lieve calo riguarda gli ettari coltivati (-4% sul 2024), ma si tratta di una contrazione fisiologica che non intacca la centralità della regione. A trainare la ripresa sono soprattutto le province di Padova (che da sola vale il 40% della produzione regionale), Verona (20%) e Venezia (10%), mentre Treviso registra un -7% legato principalmente all’andamento altalenante della sua eccellenza identitaria: l’asparago di Badoere Igp.

L’asparago di Badoere Igp, una denominazione che cresce in valore nonostante le fluttuazioni

La zona del Trevigiano è il cuore dell’asparago di Badoere Igp, denominazione registrata nel 2010. Nel 2024, in Veneto sono state raccolte circa 28 tonnellate di questa Igp su una superficie complessiva di 15 ettari, e la provincia di Treviso ha assorbito da sola il 69% delle superfici e il 66% della produzione certificata. Decisamente più distanti Padova e Venezia, con quote rispettivamente intorno al 30% e al 6% per la produzione, e al 20% e 2% per le superfici.

Il report di Veneto Agricoltura segnala un andamento altalenante per l’Igp tra il 2019 e il 2024: i quantitativi prodotti si sono ridotti del 20% rispetto al 2023, con un tasso medio annuo di diminuzione del 3%. Gli ettari coltivati, dopo una crescita costante fino a tre anni fa, hanno subito una contrazione del 38,2% nel 2024, riportandosi sui livelli del 2010.

Tuttavia, lo sguardo sul lungo periodo è positivo: dalle origini a oggi, le quantità certificate di asparago di Badoere Igp sono cresciute dell’81,8%, segno che la denominazione ha saputo conquistare mercato e riconoscibilità.

Nel Padovano l’asparago di Pernumia sfida il cambiamento climatico

Nel territorio di Padova, il fulcro della produzione è il Consorzio per la tutela dell’Asparago di Pernumia, che coordina 24 aziende agricole su quasi 500 ettari distribuiti tra i comuni di Pernumia, Monselice, Galzignano Terme, Battaglia Terme, Cartura, San Pietro Viminario e Due Carrare. La campagna 2026 sta facendo i conti con un inizio d’anno segnato da un caldo record (+1,65°C rispetto alla media storica) e da piogge primaverili intense che hanno condizionato le rese nel periodo pasquale. Nonostante le difficoltà, le quotazioni di mercato rimangono elevate grazie alla qualità superiore del prodotto bollinato (certificato).

L’asparago di Pernumia rappresenta un esempio virtuoso di adattamento alle variazioni climatiche: i produttori stanno sperimentando tecniche di irrigazione di precisione e scaglionamento delle raccolte per ridurre l’impatto degli eventi estremi. La sfida è aperta, ma la qualità dell’ortaggio – apprezzato per il sapore delicato e la tenerezza – continua a tenere alti i prezzi sul mercato fresco e sulla ristorazione di qualità.

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