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Temu, stretta dell’Europa sui prodotti illegali: ecco cosa cambia

La Commissione Europea approva il piano d'azione di Temu contro i prodotti illegali. Cosa cambia per i consumatori dopo la multa da 200 milioni di euro.

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Bruxelles alza la guardia contro i prodotti pericolosi venduti online. Il 26 ottobre 2026, la Commissione europea ha accettato ufficialmente il piano d’azione presentato da Temu per porre rimedio alle violazioni del Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo sui servizi digitali. Un passo avanti importante per la sicurezza dei consumatori, ma che non rappresenta ancora una certificazione di sicurezza per la piattaforma cinese.

La decisione arriva dopo una sanzione salata: a maggio 2026, Temu era stata multata per 200 milioni di euro. Il motivo? Non aveva valutato adeguatamente i rischi sistemici legati alla presenza di prodotti illegali sul proprio marketplace, basando la sua analisi su informazioni troppo generali e trascurando le evidenze disponibili. Le indagini europee avevano infatti scovato gravi criticità: molti caricabatterie non superavano i test di sicurezza di base, mentre diversi giocattoli per bambini presentavano rischi medio-alti di soffocamento o la presenza di sostanze chimiche oltre i limiti consentiti.

Il nuovo piano in 5 mosse

Per rimediare a queste mancanze, Temu ha presentato un piano che prevede cinque interventi specifici. La piattaforma dovrà realizzare una valutazione dei rischi su misura per il proprio servizio, individuare indicatori affidabili per misurare l’efficacia dei controlli, esaminare i limiti dei sistemi di moderazione e analizzare come gli algoritmi di raccomandazione possano, di fatto, favorire la diffusione di prodotti illegali. Infine, dovrà studiare i meccanismi con cui alcuni venditori tentano di manipolare la visibilità delle inserzioni.

L’azienda avrà quattro mesi di tempo per attuare queste misure e dovrà sottoporsi a una verifica esterna e indipendente.

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Cosa cambia per i consumatori?

Nell’immediato, purtroppo, non ci sono nuove garanzie automatiche per chi acquista su Temu. Se le misure funzioneranno come promesso, però, sarà meno probabile imbattersi in articoli non conformi alle norme europee. L’obiettivo dichiarato è rafforzare i controlli prima che le inserzioni raggiungano gli utenti, intervenendo anche sui venditori che cercano di aggirare le regole. La vera differenza si vedrà solo quando il piano sarà effettivamente operativo.

Le ombre sul colosso cinese

La sicurezza dei prodotti non è l’unico fronte caldo. Negli ultimi anni, Temu è finita nel mirino delle associazioni dei consumatori (come il BEUC) per presunte pratiche commerciali scorrette. Le autorità hanno contestato l’uso di sconti potenzialmente ingannevoli, tecniche di vendita che creano un falso senso di urgenza (come le presunte scorte limitate) e meccanismi di “gamification”, come la ruota della fortuna, che spingono gli utenti ad acquistare d’impulso senza avere chiarezza sulle condizioni. Sono stati sollevati dubbi anche sulla trasparenza delle recensioni e sulla gestione dei resi.

Un gigante da 22 milioni di utenti (solo in Italia)

Nonostante le criticità, Temu continua a crescere in modo esponenziale. In Italia conta oltre 22 milioni di utenti, un numero che ha spinto la Commissione europea a classificarlo come Very Large Online Platform (VLOP). Questo status impone alla piattaforma obblighi di controllo ancora più rigorosi.

L’accettazione del piano da parte dell’Ue è un segnale positivo, ma i problemi non sono affatto risolti. In un mercato dominato da prezzi bassissimi, la vera sfida per l’Europa sarà garantire che la convenienza non vada a discapito della sicurezza e della trasparenza.

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