Una boccata d’ossigeno per gli imprenditori agricoli italiani. L’INPS ha pubblicato ad aprile 2026 una circolare che riduce significativamente le aliquote contributive per il settore primario.
Il provvedimento – già autorizzato dal Decreto Sicurezza del 2025 – diventa operativo dal 1° gennaio 2026 e prevede un taglio che va da oltre il 13% a quota 8% .
A beneficiare sono le imprese che impiegano operai a tempo determinato, indeterminato e lavoro occasionale. Un alleggerimento concreto del carico contributivo in un momento storico segnato da rincari delle materie prime e incertezza sui mercati.
Perché ora questo taglio?
La decisione non è casuale. Negli ultimi anni, il tasso di infortuni in agricoltura è costantemente diminuito, grazie agli investimenti delle aziende in prevenzione, formazione e sicurezza.
Il nuovo algoritmo contributivo corregge una storica sproporzione tra rischio effettivo e contributi richiesti. In pratica, il settore paga meno perché dimostra di essere più sicuro.
Secondo i dati INAIL, gli incidenti sul lavoro nei campi sono calati del 18% tra il 2020 e il 2025, un trend che ha convinto il governo a rivedere le aliquote.
Le ricadute per le aziende
L’effetto immediato è un alleggerimento del carico fiscale. Per un’impresa agricola con 10 operai stagionali, il risparmio annuo può superare i 10.000 euro.
Ma ci sono anche benefici indiretti. Con meno contributi da versare, le aziende potranno destinare risorse a:
- Innovazione tecnologica (macchinari a basso impatto)
- Formazione sulla sicurezza
- Nuove assunzioni
Il settore agricolo italiano impiega oltre un milione di lavoratori, e l’auspicio è che questo provvedimento favorisca anche un incremento dell’occupazione stabile.
Serve ancora un decreto attuativo
Attenzione: la circolare INPS è solo il primo passo. Per rendere operativo il taglio delle aliquote è necessario un decreto attuativo che definisca le modalità pratiche di applicazione.
Le associazioni di categoria – da Coldiretti a Confagricoltura – sollecitano il governo a pubblicarlo al più presto, evitando ritardi burocratici.
Intanto, arrivano i primi commenti positivi. Carlo Bartolini Baldelli, presidente di Confagricoltura Toscana, sottolinea “la coerenza del provvedimento con la realtà di infortuni in calo nel settore primario”.
Un segnale per il futuro
La riduzione delle aliquote Inail è un cambio di passo importante. Riconosce gli sforzi delle imprese in materia di sicurezza e premia un settore che – nonostante le difficoltà – continua a investire.
Resta da vigilare sull’iter attuativo. Ma per gli agricoltori italiani, la direzione è quella giusta: meno burocrazia, più sostegno concreto.
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