La campagna olearia 2026 in Toscana entra nel vivo con prospettive particolarmente favorevoli. I frantoi sono pieni (in alcuni casi addirittura “ingolfati”) e le premesse, sia per la quantità del raccolto che per la qualità dell’olio, sono eccellenti. E, nonostante l’aumento dei costi sostenuti dalle aziende agricole, i prezzi al momento restano stabili.
“Fino ad ora la raccolta è andata bene, tutto procede secondo le previsioni. È un’annata importante per qualità e quantità”, racconta Fabrizio Filippi, presidente del consorzio di tutela dell’olio toscano Igp. “L’annata è ottima un po’ ovunque in Toscana, c’è un’omogeneità che non si vedeva da qualche anno. Forse manca qualcosa in Lunigiana, ma lì la produzione è di nicchia”. A favorire questo risultato è stata anche la sostanziale assenza di problemi legati alla mosca dell’olivo, il parassita che può compromettere la resa e la bontà del prodotto finale.
Quanto costa l’olio nuovo
Sul fronte economico, il mercato mostra una sostanziale tenuta. Secondo Filippi, il prezzo dell’olio nuovo toscano all’ingrosso si attesta tra 10,50 e 11 euro al litro, mentre per il consumatore finale oscilla tra 15 e 16 euro al litro. “I costi sono aumentati, soprattutto quelli dei carburanti. I fertilizzanti erano già rincarati in precedenza, ma i prezzi della molitura sono rimasti invariati e anche il prezzo dell’olio è stabile”, spiega il presidente del consorzio Igp.
I dati della produzione nazionale
Le valutazioni dei produttori trovano un primo riscontro nei dati aggiornati al 5 ottobre scorso. A livello nazionale sono state molite 9.809 tonnellate di olive, dalle quali sono state ricavate 1.111 tonnellate di olio, con una resa media dell’11,3%.
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La Toscana si conferma la seconda regione italiana per quantità di olive lavorate, con 1.436 tonnellate molite e una produzione di 151 tonnellate di olio. La resa regionale si attesta al 10,5%, un dato inferiore alla media storica, ma che non deve destare preoccupazione: le prime lavorazioni riguardano infatti olive che non hanno ancora raggiunto la piena maturazione. La Sicilia guida la classifica nazionale, mentre Liguria e Calabria registrano le rese più elevate (rispettivamente 14,1% e 13,8%).
Le scorte nei magazzini
Un altro elemento utile per comprendere il mercato arriva dal rapporto del Ministero dell’Agricoltura. Al 30 settembre 2026, in Toscana risultano in giacenza 37.673 tonnellate di olio di oliva, pari al 19,3% del totale nazionale. La regione è seconda soltanto alla Puglia (con 55.769 tonnellate). Delle scorte presenti nei magazzini toscani, 30.885 tonnellate sono di olio extravergine, pari a circa l’82%. A livello provinciale, Siena è al primo posto (13.972 tonnellate), seguita da Lucca (11.181 tonnellate) e Firenze (9.276 tonnellate).
Per quanto riguarda l’olio Toscano Igp, risultano oltre 461.000 litri ancora in giacenza, posizionando la denominazione al sesto posto in Italia per quantità disponibile.
Una stagione, quindi, che si prospetta come un’ottima annata per gli olivicoltori toscani: tanta quantità, qualità eccellente e un mercato che, per ora, riesce a mantenere prezzi equi sia per chi produce che per chi acquista.

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