Un pomeriggio di ordinaria spiaggia si è trasformato in una scena surreale per i bagnanti di Sottomarina, località balneare di Chioggia. Nel pomeriggio del 13 giugno 2026, tra gommoni e salvagenti colorati, i bagnini hanno avvistato qualcosa di anomalo al largo: un animale di grandi dimensioni che galleggiava riverso tra le onde. Inizialmente si pensava a una mucca, ma quando la carcassa ha raggiunto la riva, le corna hanno rivelato la vera identità del misterioso ospite: si trattava di un ariete.
L’avvistamento è avvenuto all’altezza del camping Tropical, tra le torrette 3 e 4, e ha immediatamente allontanato i bagnanti che si trovavano nelle vicinanze. I bagnini hanno creato un cordone di sicurezza per impedire l’avvicinamento, anche se il forte odore emanato dalla carcassa era già un deterrente sufficiente.
L’immagine insolita ha scatenato la curiosità dei presenti, con foto e video che hanno rapidamente invaso i social network e le chat di gruppo, alimentando ipotesi e leggende metropolitane (mucca, stambecco, capriolo…). Solo dopo numerose telefonate per capire come procedere, l’animale è stato rimosso dalla Capitaneria di porto.
Un ariete di montagna trasportato a valle dai fiumi
Secondo le prime ricostruzioni, l’ariete – un maschio di pecora domestica o selvatica (molto probabilmente proveniente dalle zone collinari o montane) – sarebbe stato trascinato a valle dalle acque del Brenta o dell’Adige, come accade purtroppo per molti altri rifiuti e animali morti che finiscono in mare. L’ipotesi è che l’animale sia caduto in acqua più a monte e sia poi affiorato solo dopo giorni di trasporto, rigonfiandosi e decomposto.
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L’episodio ha però sollevato anche un problema organizzativo: chi deve rimuovere una carcassa di grosse dimensioni dalla spiaggia? A raccontare la difficoltà è Giorgio Bellemo, presidente di Ascot (l’associazione che gestisce i stabilimenti balneari di Sottomarina): “Come sempre c’è stata un po’ di confusione per capire chi doveva intervenire. Abbiamo contattato diversi enti, ma non siamo riusciti a trovare il referente giusto.
Poi ci hanno confermato che sarebbe intervenuta la Capitaneria. Qualcuno aveva anche chiesto ai bagnini di occuparsene, una richiesta irricevibile. Non spetta certo a loro – prosegue Bellemo – e dobbiamo anche ricordarci che ci sono profili sanitari di cui tener conto”. Bellemo ha annunciato che chiederà un incontro con tutti gli enti competenti per definire un protocollo chiaro su come e chi deve intervenire in casi simili, anche se rari.
“Non capita spesso di avere arieti, mucche o caprioli in spiaggia – conclude – ma quella volta che succede dobbiamo sapere cosa fare”.
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