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Calvi, fulmine devasta la stalla: muoiono sei bovini. La LAV: «Ogni vita conta, ripensiamo il modello di allevamento»

Tragedia a Calvi: un fulmine uccide sei bovini. LAV Benevento: «Ogni vita conta, ripensiamo il modello di allevamento».

stalla con mucche

Un violento temporale si è abbattuto su Calvi, nel beneventano, trasformando una stalla in un teatro di morte. Un fulmine, durante il rapido ma intenso nubifragio che ha attraversato la provincia, ha colpito un allevamento locale, provocando la morte di sei capi di bestiame: tre mucche gravide e tre vitelloni. La scena che si è presentata agli occhi dell’allevatore è stata drammatica: gli animali sono stati uccisi sul colpo dall’elettroshock. A rimanere viva, ma sola, è una piccola vitellina che ha perso la madre. L’episodio ha scosso la comunità locale e ha riacceso il dibattito sulle condizioni di vita degli animali negli allevamenti intensivi, con la LAV Benevento che ha espresso il proprio cordoglio e lanciato un appello alla riflessione.

Un evento tragico che riporta alla luce un problema ricorrente

La morte di animali per fulmini, sebbene sia un evento tragico e doloroso, non è purtroppo un caso isolato. In Italia e nel mondo si registrano periodicamente episodi simili, spesso con un numero di vittime anche più elevato. Questi eventi mettono in luce la fragilità degli allevamenti di fronte agli eventi atmosferici estremi, che con il cambiamento climatico stanno diventando sempre più frequenti e intensi. Per gli allevatori, oltre al dolore per la perdita degli animali, si aggiunge un grave danno economico, che in casi come questo può superare le decine di migliaia di euro.

La LAV: “Ripensiamo il modello di allevamento”

La tragedia di Calvi ha spinto la LAV Benevento a prendere posizione con un comunicato che unisce dolore e una riflessione profonda sul sistema zootecnico. L’associazione, in una nota stampa, ha espresso il proprio cordoglio: “Di fronte alla morte di sei bovini colpiti da un fulmine a Calvi non possiamo che provare un profondo dolore. Ogni vita spezzata merita rispetto, e il nostro pensiero va anche alla piccola vitellina rimasta senza la madre”.

Ma l’associazione animalista è andata oltre, lanciando un appello che interroga il modello di allevamento stesso. “Questa tragedia ci ricorda che quegli animali erano esseri senzienti, con una propria vita, i propri bisogni e la capacità di provare paura e sofferenza. Eppure erano destinati al macello, allevati per un unico scopo: generare profitto”. La LAV si chiede se, in un contesto di maggiore libertà e benessere, il destino di quegli animali sarebbe stato diverso, e se fossero state garantite le migliori condizioni possibili. “Come LAV Benevento continueremo a impegnarci affinché gli animali non siano più considerati semplici risorse economiche, ma individui degni di rispetto, tutela e libertà. Perché ogni vita conta”.

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In copertina, immagine d’archivio.

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