Un piccolo dispositivo appeso al soffitto, un algoritmo che analizza i suoni 24 ore su 24, e un semaforo che avvisa l’allevatore quando qualcosa non va. Non è fantascienza: è SoundTalks, la tecnologia vincitrice della medaglia d’oro all’Eurotier 2022, che sta rivoluzionando la gestione delle malattie respiratorie nei suini. E ora arriva in Italia grazie al progetto Diva, finanziato dalla Regione Lombardia e coordinato dall’Università degli Studi di Milano. L’obiettivo? Individuare la tosse e i sintomi respiratori giorni prima che diventino visibili, riducendo l’uso di antibiotici, abbattendo la mortalità e migliorando il benessere animale. Perché i maiali non possono lamentarsi a parole, ma i loro polmoni parlano attraverso il rumore che fanno.
Il problema: le malattie respiratorie costano care (in soldi, farmaci e ambiente)
Nel settore suinicolo, le infezioni dell’apparato respiratorio sono tra le patologie più diffuse e dannose. Tosse, respiro affannoso, perdita di appetito: sintomi che portano a rallentamento della crescita, aumento dei giorni al macello e maggiore utilizzo di farmaci.
L’impatto non è solo economico (minor produttività, costi veterinari), ma anche ambientale: più tempo per raggiungere il peso da macello significa più mangime consumato, più deiezioni prodotte, più emissioni. Inoltre, l’uso eccessivo di antibiotici è sotto la lente di consumatori e istituzioni.
Come funziona SoundTalks: uno “stetoscopio digitale” che non si stanca mai
SoundTalks è composto da tre elementi:
- Monitor (piccoli dispositivi posizionati ogni 20 metri nel capannone): captano i suoni, la temperatura e l’umidità.
- Gateway: elabora i dati e li invia al cloud.
- Software con un algoritmo di intelligenza artificiale: analizza i rumori e restituisce un indice di salute respiratoria (ReHS) da 0 a 100.
Il sistema distingue la tosse da altri rumori di fondo (mangiatoie, grugniti, passi). Quando l’indice scende sotto 60, scatta l’allarme giallo (potenziale problema). Sotto 40, allarme rosso (rischio conclamato). L’allevatore riceve una notifica immediata sullo smartphone o sul PC. Inoltre i monitor stessi si illuminano di verde (tutto ok), giallo o rosso, rendendo visibile lo stato di salute anche a distanza.
“La comunicazione intuitiva aiuta l’allevatore a intervenire prima che i sintomi diventino gravi, limitando i trattamenti ai soli casi necessari”, spiegano le ricercatrici dell’Università di Milano.
Il progetto Diva: tecnologia di precisione a portata di allevatore

Il progetto Diva (capofila il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università di Milano, in collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori della Lombardia) ha una durata di 18 mesi e punta a diffondere l’uso del precision livestock farming (PLF) negli allevamenti di suini, bovini e avicoli.
Oltre a SoundTalks, vengono testati altri sensori per monitorare il microclima, i consumi di acqua e mangime, e persino il comportamento degli animali. L’approccio è dimostrativo e divulgativo: sono state realizzate schede tecniche, video e eventi dal vivo per formare allevatori, veterinari e tecnici. L’obiettivo finale è duplice:
- migliorare il benessere animale riducendo lo stress e le malattie;
- diminuire l’impronta ambientale grazie a un uso più efficiente delle risorse e a una minore mortalità.
I vantaggi in sintesi (per allevatore, animale e consumatore)
| Aspetto | Beneficio |
|---|---|
| Salute animale | Individuazione precoce delle infezioni respiratorie, riduzione della gravità delle malattie. |
| Uso di farmaci | Meno antibiotici somministrati, grazie a interventi mirati solo sui lotti a rischio. |
| Produttività | Crescita più rapida e uniforme, meno giorni al macello. |
| Impatto ambientale | Minori emissioni per capo, minor consumo di mangime. |
| Lavoro allevatore | Meno ore di controllo manuale, notifiche automatiche. |
| Percezione consumatore | Prodotti da allevamenti più sostenibili e attenti al benessere animale. |
Prospettive future: la zootecnia diventa “smart”
L’esperienza del progetto Diva dimostra che tecnologie relativamente economiche e non invasive possono fare la differenza. L’algoritmo di SoundTalks è in grado di riconoscere anche shock termici (sbalzi improvvisi di temperatura) e può essere integrato con altri sistemi di gestione aziendale. Le autrici dell’articolo (pubblicato sulla Rivista di Suinicoltura n. 5/2026) sottolineano come questi strumenti non sostituiscano l’allevatore, ma lo supportino nelle decisioni, rendendo la gestione più efficiente e sostenibile.
Per il consumatore, significa avere la garanzia che la carne che porta in tavola proviene da animali allevati con minore sofferenza e minore impatto ambientale. Insomma, la tecnologia che “ascolta” i maiali potrebbe diventare presto lo standard degli allevamenti del futuro.
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