Dal 1° gennaio 2027 circa 4 milioni di famiglie italiane che vivono in condomini con riscaldamento centralizzato dovranno adeguare i propri sistemi di contabilizzazione del calore. Entra in vigore l’obbligo di telelettura da remoto per i ripartitori installati sui termosifoni. Non si tratta dei tradizionali contatori di gas o luce, ma dei dispositivi che, insieme alle valvole termostatiche, misurano i consumi effettivi di ogni appartamento.
L’obiettivo è duplice: garantire rilevazioni trasparenti e continue, eliminando le stime presunte di fine anno, e favorire il risparmio energetico grazie a una maggiore consapevolezza dei consumi.
Cosa prevede la normativa
Il D.Lgs. 73/2020 stabilisce che tutti i dispositivi installati dopo il 25 ottobre 2020 debbano integrare nativamente la tecnologia di trasmissione da remoto. Per gli impianti più vecchi è necessaria una verifica tecnica: se il modello è predisposto, basta aggiungere un modulo radio; se è obsoleto, va sostituito.
I nuovi contatori devono rispettare parametri precisi:
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- utilizzare protocolli radio aperti e non proprietari, per permettere la lettura da parte di qualsiasi fornitore;
- garantire la trasmissione periodica dei dati per inviare ai condomini informative mensili sui consumi;
- integrare sistemi di sicurezza e crittografia per proteggere la privacy e prevenire manomissioni.
Quanto costa e chi paga
L’adeguamento ha un costo compreso tra 120 e 190 euro per radiatore. La spesa è però detraibile al 50% grazie ai bonus casa per gli interventi condominiali.
Cosa succede a chi non si adegua
I controlli partiranno nel 2027. Le sanzioni vanno da 500 a 2.500 euro a carico dei singoli proprietari non in regola. Se emergono irregolarità anche sulla mancata installazione originaria delle valvole o della contabilizzazione, la multa può estendersi all’intero condominio.
Si può rinunciare al riscaldamento centralizzato?
Sì. La Corte di Cassazione ha da tempo riconosciuto la legittimità del distacco dall’impianto condominiale: il singolo proprietario può rinunciare al riscaldamento comune senza autorizzazione dell’assemblea. Ma ci sono condizioni precise da rispettare:
- presentare una perizia tecnica asseverata che certifichi l’assenza di squilibri o maggiori spese per gli altri condomini;
- sostenere integralmente i costi del proprio impianto autonomo;
- continuare a pagare le spese di manutenzione straordinaria della caldaia condominiale, essendo comproprietario.
In sintesi
L’obbligo di telelettura è una rivoluzione silenziosa per il riscaldamento condominiale italiano. Chi non si adegua rischia multe salate, ma l’investimento è detraibile e permette di risparmiare sulla bolletta grazie a consumi più trasparenti. Per i condomini è il momento di muoversi: l’amministratore dovrà coordinare la verifica tecnica e la sostituzione dei dispositivi entro fine 2026.

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