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Vortice polare in tilt: a novembre un evento mai visto dal 1959

Il vortice polare si indebolisce in anticipo: possibile un evento record mai visto dal 1959. Possibili ondate di gelo in Europa, ma in Italia è presto per dirlo.

Vortice Polare

A circa 30 chilometri sopra il Polo Nord sta per accadere qualcosa di eccezionale. I modelli meteorologici indicano un indebolimento improvviso e insolitamente precoce del vortice polare: un evento che, se confermato, potrebbe rappresentare un record assoluto dal 1959 a questa parte. E le conseguenze potrebbero farsi sentire su tutta l’Europa.

Che cos’è il vortice polare e perché si sta indebolendo

Non immaginatevi una tempesta che scende dal Polo Nord. Il vortice polare è una vasta circolazione di venti che ruota attorno all’Artico, mantenuta in vita dal forte contrasto di temperatura tra il ghiaccio e le latitudini più calde.

Quando questo sistema è forte e compatto, l’aria gelida rimane intrappolata a nord. Ma nei primi giorni di novembre, secondo le simulazioni, i venti occidentali che circondano il Polo potrebbero rallentare fino a invertire la propria direzione. Alcune elaborazioni ipotizzano persino una deformazione del vortice, con una possibile divisione in due nuclei.

Un fenomeno “record”

La vera anomalia di questo scenario è la sua precocità. Normalmente il vortice polare si rafforza durante l’autunno e raggiunge la massima intensità in inverno. Secondo la serie storica del monitoraggio Polar Vortex Earth, basata sui dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche (ECMWF), dal 1959 non si erano mai verificati riscaldamenti stratosferici maggiori prima del 28 novembre.

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Un’inversione dei venti nei primi dieci giorni del mese rappresenterebbe quindi un nuovo primato per la stagione autunnale. Il fenomeno è noto come Sudden Stratospheric Warming (SSW), un riscaldamento improvviso degli strati alti dell’atmosfera che può alterare la circolazione dei venti per settimane.

Cosa succede in Europa (e in Italia)?

Quando il vortice si indebolisce, l’aria artica può trovare la strada verso sud. Secondo alcune simulazioni, intorno al 10 novembre una massa d’aria polare potrebbe raggiungere l’Europa centrale, con un marcato calo delle temperature e possibili nevicate anche a quote basse, in particolare in Germania.

E per l’Italia? Qui la situazione è molto più incerta. Un’eventuale irruzione artica potrebbe colpire soprattutto l’Europa centrale e orientale, senza necessariamente raggiungere il Mediterraneo. È importante fare una distinzione: il maltempo di questi giorni (con piogge e neve sull’Appennino) è un fenomeno normale per la stagione, non è l’effetto diretto del vortice polare.

Gli esperti invitano alla cautela: un vortice polare indebolito non provoca automaticamente un inverno rigido o nevicate eccezionali. Dipenderà dalla posizione degli anticicloni e delle correnti. Per ora, l’unica cosa certa è che il clima sta per riservarci colpi di scena. Saranno i modelli dei prossimi giorni a dirci se l’Italia dovrà preparare la pala o se l’aria fredda rimarrà più a nord.

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