I bici-velox sbarcano nelle città italiane. A Parma la Polizia Locale ha avviato i primi controlli sulle biciclette elettriche utilizzando un banco a rulli portatile, il Dynostar, posizionato in via D’Azeglio e in piazza Garibaldi. In poche ore sono state elevate 15 sanzioni. L’obiettivo è verificare che le e-bike rispettino i requisiti tecnici previsti per i velocipedi e non siano state modificate per superare i limiti di potenza e velocità.
Come funziona il bici-velox
Il Dynostar è un banco di prova mobile con rulli. Gli agenti appoggiano la ruota motrice sulla pedana e la fanno girare in condizioni controllate. Il sistema misura velocità e potenza erogata, mostrando fino a quale soglia il motore continua ad assistere la pedalata. In questo modo è possibile accertare se il limitatore è stato rimosso, se la centralina è stata modificata o se è stato aggiunto un dispositivo che permette al motore di superare i parametri ammessi. Il soprannome “bici-velox” descrive quindi un controllo delle prestazioni del motore, non della velocità del ciclista.
I limiti di legge per le e-bike
L’articolo 50 del Codice della Strada stabilisce che una normale e-bike deve avere una potenza nominale continua massima di 250 watt. L’assistenza elettrica deve ridursi progressivamente e cessare quando la bicicletta raggiunge i 25 km/h o quando il ciclista smette di pedalare. È consentita anche una funzione di assistenza senza pedalata fino a 6 km/h. Per i velocipedi destinati al trasporto merci la potenza massima può arrivare a 500 watt. Se potenza, assistenza o configurazione non rispettano queste regole, il mezzo può essere classificato come ciclomotore, con tutti gli obblighi che ne derivano: omologazione, immatricolazione, targa, assicurazione, titolo di guida e dispositivi di protezione.
Le sanzioni
Chi altera una bicicletta a pedalata assistita per aumentarne potenza o velocità rischia una sanzione da 845 a 3.382 euro. A questa si possono aggiungere le multe per la circolazione come ciclomotore senza documenti, assicurazione o altri requisiti obbligatori. Nei casi più gravi, la somma delle violazioni può arrivare a 5.000-15.000 euro. È previsto anche il sequestro del veicolo e, nei casi previsti, la confisca. La circolazione di un ciclomotore senza assicurazione comporta una sanzione separata da 866 a 3.464 euro.
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Un mercato in crescita e controlli in espansione
Il mercato delle e-bike è in forte crescita: Assoutenti e Fiab stimano che in Italia circolino 1,8 milioni di e-bike, il 50% in più rispetto a cinque anni fa. In alcune città, secondo le due associazioni, otto biciclette su dieci tra quelle fermate per le verifiche sono risultate irregolari. Dopo Parma, anche Bologna ha avviato il percorso per acquistare un dispositivo analogo, con uno stanziamento di circa 20mila euro. In altre città i controlli sono stati condotti con banchi mobili messi a disposizione dalla Motorizzazione o con strumenti tecnici delle forze dell’ordine. Nel 2026 sono state segnalate verifiche anche a Bergamo e Como.
Il confronto con l’estero e le richieste delle associazioni
Nei Paesi Bassi sono stati introdotti 247 banchi di controllo per verificare le e-bike e individuare quelle modificate; per chi circola con un mezzo alterato è prevista una sanzione di 320 euro. In Italia Fiab, Assoutenti e Ancma hanno chiesto maggiore chiarezza e vigilanza sul mercato, per tutelare chi acquista una bicicletta conforme e gli operatori che rispettano le regole. Assoutenti ha inoltre richiamato l’attenzione sui monopattini, sottolineando che gli obblighi introdotti (contrassegno identificativo, assicurazione, casco) sono spesso disattesi, e chiedendo un’applicazione coerente delle regole a tutti i mezzi della micromobilità.
Per chi usa una e-bike conforme restano le regole ordinarie della circolazione in bicicletta. Targa, patente e assicurazione da ciclomotore sono richieste solo quando le prestazioni effettive portano il mezzo fuori dai limiti della pedalata assistita.

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