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Trasferimento scuola media: perché sempre più famiglie valutano un cambiamento

Cambiare scuola media durante l’anno: dalle classi numerose alle esigenze sportive, fino alla ricerca di nuovi percorsi educativi. Le storie degli studenti e i consigli per affrontare il trasferimento.

Cambiare scuola media

Cambiare scuola media durante l’anno scolastico non è necessariamente la conseguenza di un insuccesso o di una difficoltà. Sempre più spesso le famiglie valutano un trasferimento per trovare un ambiente didattico più adatto, conciliare lo studio con attività extrascolastiche oppure offrire ai figli nuove opportunità formative.

Dietro queste decisioni ci sono storie molto diverse. Come quella di Tommaso, uno studente che frequentava una classe di 23 ragazzi in una scuola del Chierese. Durante il primo colloquio alla scuola media Holden raccontò che seguire le lezioni era diventato complicato: gli insegnanti, spesso impegnati a mantenere la disciplina, avevano poco tempo per riprendere gli argomenti non compresi.

«Se in classe ci fosse meno confusione, capirei di più e avrei molti meno compiti da fare a casa», spiegò il ragazzo.

Una testimonianza che richiama l’attenzione sulla qualità del tempo scolastico. Non è soltanto il numero degli alunni a determinare l’efficacia di una lezione, ma anche la possibilità per gli insegnanti di seguire i singoli studenti, chiarire i dubbi e mantenere un ambiente favorevole all’apprendimento.

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Un altro motivo di trasferimento riguarda le relazioni tra compagni. Secondo un’indagine Istat riferita al 2023 e pubblicata nel giugno 2025, il 23,7% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni ha subìto episodi ripetuti di bullismo. Il 58% ha dichiarato di aver ricevuto almeno un’offesa o un insulto nell’arco dell’anno e il 42,3% di aver vissuto almeno un episodio di esclusione.

Dati che non indicano quante famiglie cambino scuola per queste ragioni, ma evidenziano l’importanza del benessere relazionale durante la preadolescenza. Prima di decidere un trasferimento è opportuno ascoltare il ragazzo e confrontarsi con gli insegnanti, valutando le possibili soluzioni.

Ci sono poi esigenze che richiedono una diversa organizzazione dello studio. Benedetta, giovane sciatrice agonista trasferitasi alla Holden durante l’anno, raccontò che nella precedente scuola gli impegni sportivi non venivano adeguatamente considerati, nonostante avesse un protocollo dedicato agli studenti atleti. Le capitava di affrontare più interrogazioni nello stesso giorno e carichi di compiti difficili da conciliare con allenamenti e gare.

La sua richiesta non era studiare meno, ma poter programmare gli impegni scolastici senza rinunciare allo sport.

Talvolta, invece, il cambiamento nasce da una passione. Isabela, poco più di undici anni, ha scelto di trasferirsi per studiare cinese. Durante il primo colloquio raccontò di voler frequentare in futuro l’Università Ca’ Foscari di Venezia e trasferirsi a Shanghai.

Alla domanda su cosa avrebbe fatto una volta arrivata in Cina, non seppe rispondere: il suo sogno, per il momento, arrivava fin lì.

Tre esperienze differenti, raccolte da Nicoletta Coppo della scuola media Holden di Chieri. I nomi Tommaso, Benedetta e Isabela sono di fantasia, a tutela della riservatezza dei ragazzi che hanno raccontato le proprie esperienze.

Ma come richiedere il trasferimento? Cambiare scuola media è possibile anche durante l’anno scolastico. Occorre verificare la disponibilità di posti nella nuova scuola, richiedere il nulla osta all’istituto di provenienza e completare l’iscrizione. Le segreterie curano il passaggio della documentazione scolastica; un confronto tra docenti può facilitare la continuità didattica.

Non esiste una scadenza ministeriale unica per il trasferimento di un alunno già frequentante. Tuttavia, secondo l’esperienza di Coppo, sarebbe generalmente preferibile completare il passaggio entro marzo o, al massimo, aprile.

«Trasferire un ragazzo a maggio significa chiedergli di adattarsi rapidamente a nuovi insegnanti, programmi e metodi di valutazione, proprio quando si avvicinano le verifiche finali. Quando il cambiamento è programmabile, bisogna considerare prima di tutto i tempi di inserimento dello studente».

Il consiglio alle famiglie è di conoscere la nuova scuola, verificare la continuità dei programmi e coinvolgere il ragazzo nella decisione. Perché un trasferimento ben preparato può rappresentare non soltanto una soluzione a una difficoltà, ma anche un’opportunità di crescita.

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