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Animal Equality: «Ue rinvia benessere animali, nonostante 1,4 milioni di firme»

L'organizzazione denuncia: Consiglio AGRIFISH ignora il tema. Un'interrogazione di 36 eurodeputati esclusa dalla plenaria. Industria zootecnica ascoltata sette volte più delle associazioni animaliste. Impegno del 2021 ancora disatteso.

Animal Equality: «Ue rinvia benessere animali, nonostante 1,4 milioni di firme»

L’organizzazione internazionale Animal Equality, che da anni lotta contro la crudeltà verso gli animali d’allevamento, ha puntato il dito contro l’Unione Europea per i continui rinvii sul tema del benessere animale. Nonostante la Politica Agricola Comune (PAC) preveda il rispetto di determinate condizioni in questo ambito per l’accesso ai finanziamenti, i progressi legislativi restano fermi.

L’ultima occasione persa è stata la riunione del Consiglio AGRIFISH (Agricoltura e Pesca) del 27 aprile scorso, che ha preferito concentrarsi su prevenzione incendi boschivi e sostegno al reddito nell’ambito della PAC, ignorando completamente il benessere degli animali d’allevamento. Inoltre, un’interrogazione orale firmata da 36 eurodeputati di tutti i gruppi politici sulla tempistica per la revisione della legislazione UE in materia è stata esclusa dall’ordine del giorno della plenaria, rischiando di decadere senza essere discussa.

Animal Equality sottolinea come le aspettative dei cittadini siano altissime: la consultazione pubblica del 2025 ha raccolto 190mila adesioni per chiedere maggiori tutele, mentre l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age” (basta gabbie) ha superato 1,4 milioni di firme, portando la Commissione a impegnarsi formalmente a legiferare nel 2021. Un impegno che, a distanza di cinque anni, rimane ancora disatteso.

I numeri della “disfatta”: più incontri con l’industria che con le associazioni animaliste

Animal Equality ha analizzato i dati del Registro per la trasparenza dell’UE e ha rilevato un forte squilibrio. Negli ultimi 15 mesi, si sono tenuti 708 incontri pubblici tra i Commissari responsabili del benessere animale e le parti interessate. Nella maggior parte dei casi, a partecipare sono stati rappresentanti dell’industria zootecnica; in almeno 46 di questi incontri, sono stati proprio gli operatori del settore a discutere di benessere animale con i Commissari – un numero sette volte superiore rispetto agli incontri con le organizzazioni per la protezione degli animali. Inoltre, l’organizzazione denuncia che temi cruciali come l’uso delle gabbie e l’abbattimento dei pulcini non sono stati nemmeno menzionati nell’oggetto dichiarato degli incontri programmati.

A livello politico, Slovenia, Germania, Austria, Belgio e Malta hanno esortato l’UE a dare priorità alla riforma, mentre Danimarca e Paesi Bassi fanno pressioni per progressi concreti. “Ci si aspettava che il Parlamento si esprimesse – ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia – il Consiglio si è riunito in silenzio e la Commissione ha reso pubblico il suo impegno. Le aspettative sono alte e stiamo seguendo da vicino i prossimi passi”.

Un appello che arriva a pochi giorni dall’insediamento delle nuove commissioni europee, con la speranza che il dossier venga finalmente sbloccato. L’Italia, come Paese membro, è chiamata a fare la sua parte per non restare indietro su un tema che coinvolge milioni di cittadini e allevatori.

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