Menu

Agricoltura Ue, sarà un autunno “caldo” tra tecnologia, prezzi e innovazione

L'agricoltura europea entra in una fase complessa: la presidenza irlandese punta su innovazione e zootecnia, mentre la FAO avverte su prezzi e divario digitale.

Unione Europea

L’agricoltura europea si avvia verso un autunno denso di sfide e appuntamenti decisivi. Bruxelles spinge su ricerca, innovazione e digitalizzazione per rafforzare la competitività delle filiere, ma i mercati globali tornano a mostrare segnali di tensione sui prezzi delle commodity. In questo scenario, la Presidenza irlandese dell’Ue ha messo al centro del prossimo incontro informale dei ministri dell’Agricoltura il futuro di zootecnia e proteine, puntando i riflettori sul ruolo della tecnologia. Il nodo cruciale, però, è capire se l’innovazione sarà accessibile a tutte le aziende o se rischierà di ampliare il divario tra grandi e piccole realtà produttive.

Zootecnia e innovazione: la sfida di Dublino

Dal 6 all’8 settembre, a Dublino, la presidenza irlandese guiderà la discussione sul futuro della zootecnia e del settore delle proteine. Il documento preparatorio individua vulnerabilità chiare: redditività, fragilità strutturali, impatti ambientali e rischio di malattie animali.

La risposta indicata passa dallo sviluppo di nuove tecnologie come sensori, big data, robotica e sistemi di supporto alle decisioni, in linea con la Livestock Strategy e il Protein Action Plan presentati dalla Commissione europea. La domanda politica, però, è duplice: non solo quanto velocemente queste tecnologie potranno essere sviluppate, ma soprattutto chi potrà permettersele. La presidenza irlandese chiede infatti come l’Ue e gli Stati membri possano sostenere gli agricoltori, in particolare quelli di minori dimensioni, nell’adozione di pratiche innovative.

Il paradosso digitale: il 43% delle aziende è offline

I dati Eurostat del 2023 dipingono una frattura tecnologica preoccupante: solo il 43% delle aziende agricole Ue ha accesso a Internet. Le differenze tra Stati sono marcate: Danimarca, Germania e Austria superano il 90%, mentre altri Paesi restano molto indietro. Ma il dato più significativo riguarda la dimensione aziendale: il 74% delle aziende con produzione standard oltre 100mila euro è connesso, contro appena il 21% di quelle sotto i 2mila euro.

Pubblicità

La stessa dinamica si ripete nell’uso di strumenti digitali: solo l’11% delle aziende utilizza sistemi informativi per la gestione, mentre la robotica è presente appena nel 7% dei casi, concentrata nei Paesi Bassi. La precision farming è usata dal 18% delle aziende, ma queste gestiscono il 44% della superficie agricola utilizzata. La tecnologia, insomma, si concentra dove esistono già capitale e capacità organizzativa, rischiando di diventare una nuova forma di disuguaglianza economica.

Prezzi alimentari, la FAO avverte: l’inflazione può tornare

Il quadro si complica con l’andamento delle commodity. Secondo il Food Price Index della FAO, a luglio i prezzi mondiali sono aumentati dello 0,6% su giugno e dell’1% su base annua, trainati da cereali, zucchero e oli vegetali. Lo zucchero ha segnato +5,6% mensile, i cereali +3,4%, con il frumento quasi il 10% sopra l’anno scorso.

Il capo economista FAO, Maximo Torero, prevede che questi aumenti si trasferiranno sui prezzi al consumo entro tre-sei mesi. A pesare sono i fattori geopolitici: energia, rotte commerciali e clima sono variabili sempre più intrecciate. In questo contesto, la Commissione ha approvato un aiuto di Stato da 20 milioni di euro per il Friuli Venezia Giulia per fronteggiare i costi di carburanti e fertilizzanti, mentre la Svezia ha ricevuto un plafond da 149 milioni. Infine, il commissario Christophe Hansen ha lanciato una consultazione per semplificare le norme europee, coinvolgendo direttamente gli operatori della filiera.

La sfida della Pac: non lasciare indietro nessuno

L’agenda autunnale di Bruxelles mostra un’agricoltura chiamata a innovare, produrre e ridurre i costi, affrontando clima e geopolitica. La tecnologia può essere parte della risposta, ma non è automatica: se il divario digitale resta così ampio, la rivoluzione in atto rischia di amplificare le differenze strutturali. La vera sfida per la Pac è creare le condizioni perché competitività e sostenibilità siano possibilità concrete anche per le aziende più fragili, evitando che la transizione diventi un ulteriore fattore di concentrazione. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità dell’Europa di rendere l’innovazione accessibile a tutti.

Condividi

Partecipa alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti anche…