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Grano tenero, luglio 2026: prezzi in rialzo per il blocco del Mar Nero

Tensioni geopolitiche e ripresa dei prezzi del frumento tenero nazionale

Campo

Il mercato del grano tenero chiude luglio 2026 con un quadro contrastato, ma nel complesso in rialzo. La tensione nel Mar Nero, con la difficoltà di Russia e Ucraina a esportare, ha spinto al rialzo le quotazioni fisiche in Francia e, di riflesso, ha alimentato un recupero dei prezzi nazionali. A Milano e Bologna si registrano rialzi diffusi su tutte le categorie merceologiche, mentre i mercati a termine sono rimasti volatili, con forti aumenti a metà mese seguiti da un parziale ridimensionamento venerdì 27 luglio.

Mercati internazionali in fibrillazione

Il dato più eclatante arriva dalla piazza fisica di Rouen, dove il prezzo del grano tenero “sul pronto” è balzato a 242 euro/t, con un aumento di ben 52 euro/t in una settimana. La causa è l’impossibilità per i Paesi del Mar Nero di esportare via nave, che ha riacceso la domanda sul grano francese. Sui mercati a termine, invece, il rally di metà luglio si è in parte raffreddato: a Parigi, su Euronext-Matif, il contratto settembre è scivolato a 232,75 euro/t (−2 euro/t), mentre a Chicago il future settembre ha chiuso a 678 cent/bushel (−4,6 cent/bushel). Restano però elevate le scadenze 2027, tutte sopra i 7 dollari/bushel, segnale che il mercato sconta rischi di medio periodo.

Il mercato italiano recupera quota

In Italia, il rialzo è generalizzato ma non uniforme. A Milano il “forza” è salito di 2 euro/t a 254,50 euro/t, mentre il “panificabile superiore” vale 239,50 euro/t e il “panificabile” 226 euro/t. A Bologna il recupero è stato più netto: +8 euro/t per quasi tutte le categorie, con il “forza” a 247 euro/t (+5 euro/t) e il “panificabile superiore” a 238 euro/t. Anche il “fino” e il foraggero hanno guadagnato terreno, rispettivamente a 228 euro/t e 221,50 euro/t. Rispetto all’inizio del mese, quando i prezzi a Bologna erano ancora in calo, il cambiamento è significativo: dopo un ribasso di 1 euro/t a inizio luglio, il trend si è invertito a partire dalla terza settimana, con un incremento di 4 euro/t il 20 luglio e di 5-8 euro/t il 27 luglio.

Prospettive e rischi per la filiera

La dinamica dei prezzi del grano tenero è strettamente legata all’evoluzione del conflitto in Ucraina e alle condizioni climatiche globali. L’incertezza resta alta, e le prossime settimane saranno cruciali per capire se il rialzo si consoliderà o se i mercati a termine prenderanno il sopravvento. Per un quadro più ampio sulle tensioni geopolitiche e l’impatto sui prezzi alimentari, leggi il nostro articolo su Super El Niño e l’effetto sui costi del cibo. La filiera italiana, intanto, monitora con attenzione l’evoluzione delle quotazioni, che influenzeranno i contratti di filiera e il costo della pasta e del pane nei prossimi mesi.

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