Menu

Surimi al sapore di granchio richiamati dal Ministero della Salute

Ministero della Salute richiama surimi Panapesca per polifosfati non dichiarati. Ecco il lotto e cosa fare.

Surimi al sapore di granchio richiamati dal Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo di un lotto di surimi al sapore di granchio commercializzato dall’azienda Panapesca S.p.A. a causa della presenza di polifosfati non dichiarati in etichetta e in quantità superiore al limite massimo consentito dalla normativa europea. Il prodotto interessato è il Surimi al sapore di granchio Panapesca, confezione da 250 grammi, appartenente al lotto di produzione 16072024, con data di scadenza (o termine minimo di conservazione) fissata al 16 luglio 2026.

Il surimi è stato prodotto in Cina dalla società Dalian Youlian Seafood Co Ltd, con stabilimento a Dalian (codice identificativo 2100/29020 Cina). Secondo quanto riportato dal Ministero, l’irregolarità consiste nella presenza di polifosfati non dichiarati sull’etichetta e oltre i limiti ammessi. Si tratta di additivi usati comunemente nell’industria ittica per migliorare la consistenza e la ritenzione idrica del prodotto, ma il cui impiego deve essere obbligatoriamente segnalato e deve rispettare i quantitativi massimi previsti.

I consumatori che hanno acquistato il lotto 16072024 sono invitati a non consumare il surimi e a riportarlo presso il punto vendita dove è stato acquistato per ottenere il rimborso. Il richiamo riguarda esclusivamente questo lotto specifico.

Pubblicità

Polifosfati non dichiarati: il motivo del richiamo e i rischi per i consumatori

richiamo surimi panapesca
Richiamo Surimi Panaspesca – Ministero della Salute

I polifosfati sono additivi alimentari (identificati con le sigle E450, E451, E452) utilizzati nell’industria ittica per trattenere l’acqua, migliorare la consistenza e aumentare il peso del prodotto. Il loro uso è regolamentato dalla normativa europea, che ne fissa limiti massimi di impiego e impone l’obbligo di dichiarazione in etichetta.

Nel caso del surimi Panapesca, le analisi hanno evidenziato una concentrazione di polifosfati superiore al limite consentito e, soprattutto, la loro completa omissione dall’elenco degli ingredienti. Si tratta di una doppia violazione: da un lato, il superamento del limite rende il prodotto non conforme agli standard di sicurezza; dall’altro, la mancata indicazione in etichetta espone i consumatori a un rischio, in particolare per chi soffre di patologie renali o è particolarmente sensibile a questi additivi. Il Ministero della Salute ha quindi disposto il ritiro immediato del lotto per tutelare la salute pubblica.

Come riconoscere il lotto richiamato e cosa fare

Il prodotto interessato è il Surimi al sapore di granchio Panapesca in confezione da 250 grammi. Per verificare se si possiede una confezione coinvolta, è sufficiente controllare il numero di lotto stampato sulla confezione: deve corrispondere a 16072024 (che coincide con la data di produzione).

La data di scadenza (o termine minimo di conservazione) è il 16/07/2026. Il codice dello stabilimento di produzione in Cina è 2100/29020 Cina. Chi dovesse avere in casa una confezione con questi dati è invitato a non consumare il prodotto e a riportarlo al punto vendita dove è stato acquistato.

Il rimborso o la sostituzione sono garantiti. Il richiamo, come sottolineato dall’azienda, è stato effettuato “a scopo precauzionale” e riguarda esclusivamente il lotto indicato.

Altri richiami alimentari recenti

Il richiamo del surimi Panapesca si inserisce in un contesto di crescente attenzione del Ministero della Salute verso la sicurezza alimentare. Negli ultimi giorni, sono stati segnalati anche il ritiro di latterini interi surgelati Finofish per la presenza di PFAS in concentrazioni superiori ai limiti di legge, e il richiamo di un lotto di bastone di salame “Il Tagliere del Re” venduto nei supermercati Aldi per possibile presenza di Salmonella.

In precedenza, era stato ritirato anche del ghiaccio alimentare contaminato da enterococchi intestinali. Dal primo gennaio 2026, come riportato da Il Fatto Alimentare, sono stati segnalati 119 richiami e ritiri per un totale di 257 prodotti di aziende e marchi differenti. Un dato che conferma l’importanza dei controlli e della vigilanza sulle filiere produttive.

Fonte: fanpage.it

Partecipa alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti anche…