Menu

Avocado Hass Perù, export in crescita del 2,6% nel 2026: Europa leader, Usa e Asia trainano

Secondo ProHass, il Perù esporterà 741.529 tonnellate di avocado Hass nella stagione 2026, +2,6% sul 2025. Nelle prime 21 settimane spedizioni +9%. Europa assorbe il 68,5%, ma Usa e Asia accelerano. Entro il 2030 obiettivo un milione di tonnellate.

Avocado Hass Perù, export in crescita del 2,6% nel 2026: Europa leader, Usa e Asia trainano

La stagione 2026 dell’avocado Hass peruviano si apre con numeri promettenti. Secondo il rapporto informativo di ProHass, l’associazione che riunisce i produttori e gli esportatori del frutto, il Perù dovrebbe spedire quest’anno un totale di 33.540 container, pari a 741.529 tonnellate. Si tratta di un incremento del 2,6% rispetto alle 722.754 tonnellate registrate nella stagione 2025.

A spiegare i dati è Arturo Medina, direttore generale di ProHass, che sottolinea come le condizioni agroclimatiche ideali abbiano permesso una ripresa delle rese dopo le pesanti perdite causate da El Niño e dal ciclone Yaku nel 2024. La resilienza del settore, già emersa nel 2025, si è consolidata nel 2026, e ora le prospettive sono rosee.

L’Europa rimane la destinazione principale, ma i mercati statunitense e asiatico mostrano tassi di crescita a doppia cifra. Dietro questi risultati c’è un modello agricolo orientato all’export, che genera un impatto sociale senza pari per il Paese. Entro il 2030, ProHass stima che il Perù raggiungerà un milione di tonnellate di esportazioni.

Primo scorcio di stagione: +9% nelle prime 21 settimane e volumi record

Avocado
© PROHASS

La stagione 2026 è partita con il piede giusto. Nelle prime 21 settimane (dalla settimana 1 alla 21), il Perù ha già spedito 12.938 container, il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e addirittura il 40% in più rispetto ai volumi del 2024. Un dato che testimonia la rapida ripresa del comparto dopo le difficoltà degli anni precedenti. Medina ha ricordato che il 2024 era stato un annus horribilis a causa dei fenomeni climatici estremi, ma il recupero è stato altrettanto rapido.

L’incremento delle spedizioni è stato reso possibile anche dall’aumento della superficie coltivata e dalla progressiva entrata in produzione di giovani piantagioni. Negli ultimi cinque anni, sia la superficie che la produzione sono cresciute a un tasso vicino al 20% annuo. Tra 7.000 e 8.000 ettari di piantagioni ancora giovani devono entrare nella fase produttiva, rappresentando un notevole potenziale di espansione per i prossimi anni.

Europa regina delle esportazioni, ma Usa e Asia accelerano

L’Europa si conferma il mercato di riferimento per l’avocado Hass peruviano, assorbendo il 68,5% dei volumi esportati nelle prime settimane della stagione. Tra gennaio e maggio, il Perù ha inviato nel continente 8.808 container (196.558 tonnellate), e si prevedono ulteriori 12.675 container entro la fine dell’anno.

Entro la settimana 52, il Perù dovrebbe detenere una quota del 45,7% di tutte le spedizioni di avocado Hass in arrivo in Europa, distanziando nettamente i concorrenti: Colombia (14,5%), Cile (9,8%) e Spagna (8,0%). Fuori dall’Europa, i mercati che stanno registrando la crescita più vivace sono l’Asia e gli Stati Uniti.

L’Asia ha ricevuto 2.046 container nelle prime 21 settimane, con un aumento del 17% rispetto al 2025, e si prevedono altri 2.029 container entro la fine della campagna. Il mercato statunitense, tradizionalmente dominato dal Messico, sta vivendo l’incremento più significativo: da appena 404 container esportati dalla settimana 1 alla 21, la proiezione per il resto dell’anno è di raggiungere i 3.699 container. Un segnale chiaro che il Perù sta guadagnando terreno in uno dei mercati più competitivi al mondo.

Un settore a forte impatto sociale e con grandi prospettive future

Avocado
© PROHASS

Dietro i numeri, c’è una storia di sviluppo che dura da anni. Medina ha sottolineato che l’impatto sociale dell’avocado Hass in Perù «non può essere paragonato a quello di nessun altro frutto da esportazione». Il settore è stato costruito con una visione orientata all’esportazione sin dall’inizio, e oggi coinvolge migliaia di piccoli e medi produttori, generando occupazione e reddito in aree rurali spesso svantaggiate.

La crescita costante della superficie coltivata e della produttività, unita al miglioramento delle tecniche agronomiche e alla capacità di superare avversità climatiche, fa ben sperare per il futuro. ProHass stima che il Perù raggiungerà un milione di tonnellate di esportazioni entro il 2030, consolidando il proprio ruolo di secondo esportatore mondiale di avocado dopo il Messico. Un obiettivo ambizioso, ma che i numeri attuali rendono sempre più credibile.

Partecipa alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti anche…