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Grandinate in FVG, agricoltura ko nel Basso Isontino: perso il 30% del raccolto

Cinque grandinate in 90 minuti tra Staranzano, Fiumicello e Ronchi. Danni ingenti a ortaggi, frutta e vigneti. Coldiretti: «Fase fenologica precoce, attendiamo il bel tempo». A rischio anche le ciliegie e le fragole.

Grandinate in FVG, agricoltura ko nel Basso Isontino: perso il 30% del raccolto

Cinque grandinate in 90 minuti hanno devastato le campagne del Basso Isontino, tra San Lorenzo di Fiumicello, Staranzano, Ronchi dei Legionari e San Canzian d’Isonzo. È l’evento meteorologico estremo che nella giornata di ieri ha messo in ginocchio l’agricoltura della provincia di Gorizia. Le prime stime parlano di una perdita del 30% del raccolto, con danni ingenti soprattutto a orticoltura, frutticoltura e vigneti. A raccontarlo sono gli stessi agricoltori, come Francesco Feruglio, imprenditore agricolo di Staranzano e Fiumicello: “Tanta acqua e grandine, mai viste prima a maggio e con temperature così miti. In un’ora e mezza abbiamo subito cinque grandinate, che non hanno risparmiato né i vigneti né i frutteti. Le ciliegie sono tutte rotte, le fragole rovinate.

I grappoli delle viti non sono distrutti perché sono ancora piccoli; il problema sono le foglie danneggiate e i tralci spezzati. Il vero impatto sulle vigne e sulla produzione lo vedremo il prossimo anno”. Le aree più colpite – epicentro della grandinata – sono quelle storicamente vocate per l’agricoltura di qualità dell’Isontino, un territorio che paga ormai da anni il conto dei cambiamenti climatici.

Coldiretti FVG: “Fase fenologica precoce, attendiamo le prossime settimane”

Il presidente di Coldiretti FVG, Martin Figelj, sottolinea che “ci troviamo in una fase fenologica precoce ed è ancora presto per fare stime precise. Confidiamo nel bel tempo nelle prossime settimane”. Un cauto ottimismo che non cancella però la preoccupazione per i danni immediati su ortaggi e frutta, con i raccolti primaverili (fragole, ciliegie, primi ortaggi) già compromessi.

La grandinata di maggio si aggiunge a un meteo sempre più imprevedibile: solo pochi giorni prima, il 13 maggio 2026, un’altra violenta grandinata aveva colpito il pordenonese, con danni a vigneti e colture a Pravisdomini, Sesto al Reghena, Chions e Pasiano. E il 14 maggio a Gorizia decine di interventi dei Vigili del Fuoco per maltempo.

Gli agricoltori del Basso Isontino ora chiedono un rapido sopralluogo della Regione e la possibilità di accedere ai fondi di emergenza, simili a quelli già stanziati in passato per alluvioni e maltempo. La speranza è che le prossime settimane portino stabilità atmosferica, almeno per limitare la diffusione di malattie fungine su viti e alberi da frutto già indeboliti dalle grandinate. La Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato il monitoraggio dei danni, ma la conta definitiva arriverà solo a raccolto ultimato.

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