Un episodio che fa discutere e che solleva legittime preoccupazioni legate alla sicurezza alimentare. Una consumatrice di Frosinone ha segnalato la macabra scoperta all’interno di un sacchetto di arachidi in guscio acquistato in un punto vendita Lidl. Secondo il racconto della donna, all’interno della confezione, apparentemente ancora integra e sigillata, era presente un roditore. La confezione è stata immediatamente consegnata al servizio di igiene degli alimenti dell’Asl locale per avviare tutti gli accertamenti del caso.
Mantenendo la massima cautela, va precisato che si tratta per ora di una segnalazione della cliente, su cui le autorità sanitarie dovranno fare piena luce.
La segnalazione e il lotto incriminato
Stando a quanto riportato dalla lettrice, la confezione incriminata è un sacchetto da 750g di Arachidi in guscio tostati a marchio Alesto, appartenente al lotto GD0717 e confezionato dalla Madi Ventura s.p.a. L’acquisto è avvenuto in un supermercato Lidl di Frosinone. La consumatrice, visibilmente scossa, ha voluto condividere la sua esperienza sollevando un interrogativo pesante: cosa sarebbe successo se avesse aperto e mangiato il prodotto senza accorgersi della presenza dell’animale?
La replica di Lidl: “Evento isolato, al lavoro con le autorità”
La catena di supermercati ha risposto prontamente alla segnalazione. Il Servizio Assistenza Clienti Lidl ha confermato di aver già contattato la cliente per raccogliere tutti i dettagli e ricostruire la dinamica. In una nota ufficiale, l’azienda ha spiegato di aver effettuato verifiche interne congiuntamente al fornitore, i cui stabilimenti sono dotati di elevati standard di controllo qualità.
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“Sulla base degli elementi ad oggi disponibili, il fornitore non esclude che possa essersi trattato di un’anomalia accidentale riconducibile a fattori esterni, intervenuti successivamente alla fase di confezionamento”, si legge nella risposta di Lidl. L’azienda ha comunque ribadito la piena collaborazione con il fornitore e con l’Asl per svolgere tutti i necessari approfondimenti.
Il parere dell’esperto: cosa può essere successo
Per fare chiarezza sulle possibili cause, è intervenuto Guglielmo Pampiglione, entomologo e consulente esperto in Pest Management. Il suo intervento aiuta a capire come un evento del genere possa verificarsi, pur mantenendo la necessaria prudenza.
“Se il sacchetto e le relative sigillature risultano integri – precisa Pampiglione – senza segni di perforazione o manomissione, è ragionevole ritenere che il roditore fosse già presente al momento del confezionamento”. L’esperto esclude l’ipotesi di un’introduzione successiva o di un gesto doloso, delineando due principali scenari:
- Provenienza dal campo: il roditore potrebbe essere arrivato già morto insieme alla materia prima (le arachidi), superando i sistemi di selezione.
- Intrusione in stabilimento: l’animale potrebbe essersi introdotto nella linea di lavorazione prima dell’insaccamento, magari a causa di aperture o falle nel sistema di protezione, trovando poi la morte durante le fasi di processo.
In entrambi i casi, Pampiglione suggerisce che potrebbero esserci state carenze nel sistema di prevenzione e monitoraggio dei roditori (il cosiddetto pest management) all’interno dello stabilimento. Per fare piena luce, l’esperto ritiene fondamentale un’indagine approfondita sulla provenienza della materia prima e sulle fasi di lavorazione, oltre a verifiche sull’intero lotto di produzione per escludere pericoli per gli altri consumatori.
Non è il primo caso
Episodi simili, per quanto estremamente rari, si sono già verificati nella Grande Distribuzione. Nel 2024, a Brindisi, una coppia aveva segnalato la presenza di resti di un roditore in una confezione di wafer. In quell’occasione, le analisi dell’Istituto Zooprofilattico confermarono che si trattava di un topo comune, portando poi gli inquirenti a concentrare i controlli direttamente sullo stabilimento di produzione in Veneto.
Al momento, l’unica certezza è che la confezione di Frosinone è in mano all’Asl. Saranno le analisi tecniche e sanitarie a stabilire la verità e a chiarire se si sia trattato di un caso isolato o di una falla nel processo produttivo.
Fonte: Il Fatto Alimentare



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