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Grano duro luglio 2026: prezzi stabili in Italia, Francia in rialzo

A fine luglio 2026, le quotazioni del grano duro nazionale restano sostanzialmente stabili, con qualche calo a Milano e una netta ripresa in Francia.

Campo

Le quotazioni del grano duro nazionale chiudono luglio 2026 senza scossoni, ma con segnali contrastanti tra le piazze italiane e il mercato francese. I dati raccolti dalla Commissione Unica Nazionale (CUN) e dalle principali borse merci mostrano una sostanziale stabilità su gran parte del territorio, mentre a Milano si registra un leggero calo e in Francia il nuovo raccolto continua a guadagnare terreno. L’evoluzione dei prezzi riflette una domanda ancora incerta, alle prese con scorte abbondanti e un raccolto che, almeno nel nostro Paese, sembra aver raggiunto un equilibrio.

Quotazioni, dubbi a Milano e controtendenza in Francia

Secondo le rilevazioni della CUN del 27 luglio, i prezzi del grano duro sono rimasti invariati su tutte le aree. Al Nord il fino alto proteico quota 292,50 euro/t, il fino proteico 272,50 euro/t, il fino 257,50 euro/t. Al Centro le cifre sono leggermente superiori: fino alto proteico a 302,50 euro/t, fino proteico 280,50 euro/t, fino 257,50 euro/t, convenzionale 247,50 euro/t. Al Sud il fino alto proteico tocca 307,50 euro/t, il fino proteico 292,50 euro/t, il fino 262,50 euro/t, convenzionale 255,50 euro/t. Nelle Isole, invece, il fino si ferma a 242,50 euro/t e il convenzionale a 236,50 euro/t. La situazione è fotocopia delle settimane precedenti, con l’eccezione di un lieve aggiustamento al ribasso registrato a Milano nella settimana del 20 luglio, dove il fino Nord è sceso a 267,50 euro/t e il buono mercantile a 258,50 euro/t.

Le piazze milanesi hanno mostrato una certa debolezza: tra il 13 e il 20 luglio il fino ha perso 2 euro/t e il buono mercantile addirittura 7 euro/t. Un segnale di tensione che ha messo in dubbio la rappresentatività delle quotazioni CUN, sospese per una settimana a inizio luglio per la provenienza Nord. Gli operatori hanno criticato la mancata trasparenza, chiedendo maggiore affidabilità. Intanto, la Granaria di Foggia ha tenuto i prezzi invariati per tutto il mese: fino a 264 euro/t, buono mercantile 259 euro/t, mercantile 249 euro/t. Il biologico, quotato dalla Camera di commercio di Foggia, ha subito un ribasso di 10 euro/t il 13 luglio, attestandosi a 312,50 euro/t.

Oltre le Alpi, il grano duro del nuovo raccolto è in netto rialzo. A Port-La-Nouvelle, il prezzo alla settimana del 27 luglio ha raggiunto 262,75 euro/t, con un incremento di 3,25 euro/t rispetto ai sette giorni precedenti. Il recupero è stato progressivo: dal ribasso di inizio luglio (247,50 euro/t per il nuovo raccolto il 6 luglio) si è passati a 251,25 euro/t il 13 luglio, a 259,50 euro/t il 20 luglio, fino al dato più recente. La merce del raccolto 2025, invece, ha chiuso a 250,50 euro/t a metà mese, in lieve recupero. Il differenziale con il grano italiano resta positivo per il nostro Paese, ma il gap si sta assottigliando: il nuovo raccolto francese vale circa 10-15 euro/t in meno del fino nazionale.

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Con un mese di stabilità alle spalle, il mercato del grano duro guarda ora ai raccolti autunnali e alle mosse della domanda internazionale. La frenata sui listini milanesi potrebbe essere un campanello d’allarme, mentre la ripresa francese indica una certa vivacità. Per gli agricoltori italiani, il consiglio resta quello di monitorare con attenzione le prossime settimane, in attesa di eventuali rialzi legati alla qualità delle partite stoccate.

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