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Che cos’è il pirocumulonembo: l’incendio che crea il proprio meteo

Per la prima volta in Francia, un grande incendio ha generato un pirocumulonembo, una nube temporalesca che produce fulmini e vento, costringendo i vigili del fuoco a una ritirata strategica. 42.000 ettari bruciati, 220.000 evacuati.

Francia, incendio in Gironda: 20mila evacuati e due pompieri morti - Ambiente | AgriVivo.it

Per la prima volta in Francia, i vigili del fuoco si sono trovati ad affrontare un pirocumulonembo (pyrocumulonimbus), un fenomeno meteorologico estremo generato da un grande incendio. Il rogo nella regione della Gironda, nel sud-ovest del Paese, ha sviluppato una nube temporalesca alimentata dalle fiamme, capace di produrre raffiche di vento, fulmini e nuovi focolai. Secondo la prefettura, alle 22:00 del 26 luglio 2025 il bilancio parlava di 42.000 ettari percorsi dalle fiamme, 220.000 persone evacuate e 2.500 vigili del fuoco impegnati, supportati da mezzi aerei e militari.

Che cos’è un pirocumulonembo

Il termine ufficiale è cumulonimbus flammagenitus, usato dall’Organizzazione meteorologica mondiale per descrivere un cumulonembo originato da una fonte di calore localizzata, come un incendio o un’eruzione vulcanica. Il meccanismo parte dal suolo: il calore estremo spinge rapidamente verso l’alto aria, fumo, cenere e umidità rilasciata dalla vegetazione. Salendo, la massa d’aria si espande e si raffredda, il vapore condensa attorno alle particelle e forma una nube. Se la colonna continua a crescere, si trasforma in una vera tempesta, con correnti ascendenti, ghiaccio, tuoni e fulmini. La NASA descrive questi sistemi come “camini atmosferici” capaci di trasportare il fumo fino all’alta troposfera o alla bassa stratosfera.

Perché i pompieri devono arretrare

Un incendio convettivo come questo non segue un vento stabile, ma genera raffiche proprie, cambiando direzione senza preavviso. Il fronte si allarga, accelera, rallenta e riparte altrove. Le braci sollevate dalle correnti possono cadere a distanza e aprire nuovi focolai. I fulmini prodotti dalla nube, se raggiungono il terreno, possono incendiare altra vegetazione secca. Éric Brocardi, portavoce della Federazione nazionale dei vigili del fuoco francesi, ha parlato di “impossibilità operativa” e di una “ritirata strategica”: le squadre passano dall’attacco alla difesa, proteggendo abitazioni e infrastrutture, costruendo fasce tagliafuoco e organizzando evacuazioni, in attesa che l’incendio perda energia.

Il ruolo del clima che cambia

Il riscaldamento globale, come analizzato nel nostro articolo sul Super El Niño, sta intensificando le condizioni di siccità e caldo estremo che favoriscono incendi di questa portata. Temperature più alte, vegetazione disidratata e umidità ridotta permettono alle fiamme di liberare più energia e rendono più lunghe le stagioni degli incendi. La Francia dispone già di ricercatori del CNRS che studiano mega-incendi e pyrocumulonimbus per prevederne l’evoluzione e migliorare la sicurezza delle squadre. Nel frattempo, in Gironda, si difendono case, siti sensibili e strade di evacuazione, in attesa che il fronte perda forza.

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L’evento segna un punto di svolta per la Francia, che si confronta con un fenomeno finora noto solo in Canada, Australia e Stati Uniti. Con l’aggravarsi della crisi climatica, episodi simili potrebbero diventare più frequenti anche in Europa.

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