Il sud-ovest della Francia è di nuovo in fiamme. Un incendio di proporzioni gigantesche sta divorando la vegetazione del dipartimento della Gironda, a nord del bacino di Arcachon e nei pressi della penisola di Lège-Cap-Ferret. Il bilancio umano è tragico: due vigili del fuoco sono morti dopo che il loro camion cisterna è stato travolto da un muro di fiamme alte tra i venti e i trenta metri. Le autorità locali hanno disposto l’evacuazione cautelativa di circa 20.000 persone, tra residenti e turisti, mentre il rogo resta fuori controllo nonostante il dispiegamento di 700 pompieri e mezzi aerei.
Cronaca di una tragedia annunciata
La situazione è precipitata rapidamente a causa di settimane di Caldo torrido, raffiche di vento e una siccità implacabile, che hanno trasformato la pineta della foresta delle Landes de Gascogne in una polveriera. Le fiamme, partite nei pressi di Saumos, hanno già percorso tra i 2.400 e i 3.100 ettari di macchia e alberi, spingendosi fino a trecento metri dalle prime abitazioni di Lège. La prefetta della Gironda, Sophie Brocas, ha coordinato il dispiegamento di circa settecento pompieri, rafforzati da contingenti giunti da Parigi. I Canadair e gli Air Tractor sono impegnati in lanci continui per contenere le fiamme prima del temuto ritorno del vento maestrale.
Evacuazioni di massa e centri di accoglienza
Le autorità hanno disposto l’evacuazione di circa 20.000 persone, tra residenti e turisti che affollavano campeggi, villaggi vacanze e persino un’area residenziale naturista. Il villaggio di Claouey ha visto circa 8.000 cittadini abbandonare le proprie case insieme agli ospiti di tre strutture ricettive. Nove comuni della zona hanno aperto palestre e centri comunitari per offrire primo riparo e assistenza agli sfollati. Le operazioni di evacuazione sono state complesse, ma non si registrano altre vittime tra la popolazione civile.
Indagine in corso e precedenti drammatici
La procura ha aperto un’indagine per accertare l’origine del rogo. Le prime ricostruzioni suggeriscono che la scintilla potrebbe essere stata causata accidentalmente da un macchinario agricolo impiegato nella pulizia del sottobosco nei pressi di Saumos. La mente degli abitanti corre al drammatico precedente del 2022, quando le fiamme incenerirono 30.000 ettari nella stessa regione. Il contesto climatico è critico su più fronti: contemporaneamente un altro incendio è divampato nel dipartimento del Var, a Pontevès, dove sono andati in fumo duemila ettari, minacciando i borghi provenzali di Cotignac, Correns e Montfort-sur-Argens.
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L’ondata di calore e la crisi climatica globale continuano a mettere a dura prova l’intera Europa meridionale. Mentre i pompieri lottano senza sosta, la Francia si stringe attorno alle vittime e agli sfollati, nella speranza che le fiamme possano essere domate al più presto.




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