Per giorni la sua immagine ha girato sui social, alimentando curiosità e apprensione tra i residenti di Nonantola, in provincia di Modena. Un grosso rettile, inizialmente scambiato per un varano o un’iguana, vagava libero lungo via Rebecchi. L’animale è stato infine catturato dai volontari del centro recupero Fauna Selvatica “Il Pettirosso” con il supporto dei carabinieri del Nucleo Cites di Modena.
Si tratta di un esemplare di Tegu argentino rosso (Salvator rufescens), una specie esotica la cui detenzione è strettamente regolamentata. Ora gli inquirenti sono al lavoro per rintracciare il proprietario, che rischia una denuncia per abbandono di animale.
La cattura e l’identificazione

L’operazione non è stata semplice: il rettile, estremamente veloce e abile nel nascondersi, ha reso difficili le ricerche. Alla fine, grazie alla tempestività dei volontari de Il Pettirosso, l’animale è stato messo in sicurezza. I Carabinieri del Nucleo Cites di Modena hanno poi provveduto all’identificazione certa: si tratta di un Tegu argentino rosso, una lucertola di grandi dimensioni originaria del Sud America. L’esemplare è stato posto sotto sequestro e, dopo i primi accertamenti, risulta in buone condizioni di salute.
Indagini e normativa Cites
Le indagini sono ora concentrate sul reperimento del proprietario, che potrebbe aver abbandonato volontariamente l’animale. Secondo la normativa Cites (Convenzione di Washington), il Tegu argentino rosso rientra tra le specie protette: la detenzione richiede documentazione che ne attesti la provenienza legale, obblighi di cura e ambienti idonei. Chi non rispetta queste regole può incorrere in sanzioni penali. I carabinieri ricordano che possedere un animale esotico implica una profonda responsabilità e la conoscenza degli adempimenti burocratici necessari.
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Affidamento temporaneo e prospettive
Per il momento il lucertolone è stato affidato alle cure del centro “Il Pettirosso”, in attesa che le autorità individuino una struttura autorizzata alla detenzione di animali esotici che possa accoglierlo stabilmente. La priorità resta garantire il benessere dell’animale, ma anche fare luce su una vicenda che solleva il problema dell’abbandono di specie non autoctone, un fenomeno in crescita che mette a rischio sia gli animali che gli ecosistemi locali.
La cittadinanza di Nonantola può tirare un sospiro di sollievo, mentre gli inquirenti continuano a raccogliere elementi per risalire al responsabile. Un caso che conferma l’importanza della collaborazione tra cittadini, associazioni e forze dell’ordine nella tutela della fauna selvatica.





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