L’Italia è stretta nella morsa di un’ondata di calore che non accenna a diminuire. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, oggi sono 17 le città con bollino rosso, domani saranno 18. Il direttore del Consorzio Lamma-Cnr, Bernardo Gozzini, ha dichiarato all’ANSA: “Finora non è mai stata registrata un’ondata di calore così lunga”. Si contano già 11 giorni consecutivi con temperature superiori ai 36 gradi nel Centro-Nord. Il picco è atteso nel prossimo week end, quando la massa d’aria calda che sta interessando Francia, Spagna e Gran Bretagna si sposterà verso l’Italia. Le temperature massime potrebbero toccare i 40-41 gradi a Firenze e in Pianura Padana.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha convocato una riunione tecnica per l’emergenza caldo: “Dobbiamo tutelare fragili, anziani e bambini”. La tregua, secondo le previsioni, potrebbe arrivare solo tra il primo e il 2 luglio, con l’ingresso di aria fredda dall’Atlantico che però porterà instabilità e probabili temporali.
Bollino rosso e compressione dell’aria: ecco perché il caldo è così intenso
L’ondata di caldo che sta colpendo l’Italia è alimentata da un fenomeno chiamato “compressione”. Una massa d’aria calda in arrivo trattiene l’aria calda già presente al suolo, comprimendola e facendola surriscaldare ulteriormente. Questo processo genera un caldo afoso e opprimente, con temperature che in quasi tutta la Penisola si avvicinano pericolosamente ai 40 gradi. Le città con bollino rosso sono quelle a maggior rischio per la salute dei cittadini, in particolare per anziani, bambini e persone con patologie preesistenti.
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Il ministero della Salute raccomanda di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde (12-17), bere molta acqua e prestare attenzione ai sintomi da colpo di calore. La situazione è destinata a peggiorare nel fine settimana, quando le temperature toccheranno il picco massimo.
Allarme siccità: i grandi bacini del Nord si stanno prosciugando
Il caldo prolungato sta aggravando anche la situazione idrica nel Nord Italia. Secondo il report dell’Anbi (Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue), i livelli idrometrici dei grandi bacini stanno scendendo rapidamente.
Il lago di Como è al 58,8% di riempimento, quello d’Iseo al 65%, il Maggiore al 58,9% e il Benaco al 74,3%. Le portate fluviali sono in picchiata: in Piemonte, il Tanaro registra flussi inferiori del 96% rispetto alla media stagionale. In Veneto, l’Adige è al -65%, il Bacchiglione al -71%.
In Emilia-Romagna, i corsi d’acqua sono quasi tutti asciutti, con portate che non raggiungono nemmeno 1 metro cubo al secondo. In Valle d’Aosta, a 2.500 metri di altitudine, le temperature massime superano i 17 gradi, un dato eccezionale per il mese di giugno.
L’Europa sotto la morsa dell’afa: vittime in Francia e Regno Unito
L’ondata di caldo non risparmia il resto d’Europa. In Francia, ieri è stata la giornata più calda mai registrata, con una media di 30 gradi tra temperature diurne e notturne. A Parigi sono stati superati i 40 gradi per la quarta volta in 150 anni. Un bambino di tre anni è morto a Saint-Gratien dopo essere rimasto chiuso in un’auto, mentre nel Pas-de-Calais tre persone hanno perso la vita a causa del caldo.
Il sindaco di Parigi ha invitato i cittadini alla prudenza: “La mortalità è in aumento”. Nel Regno Unito, il Met Office ha registrato la temperatura più alta di sempre nel mese di giugno: 35,7 gradi a Charlwood, nel Surrey. Oltre 1.000 scuole sono state chiuse per precauzione. La situazione mette in evidenza l’urgenza di misure di adattamento a un clima sempre più estremo.
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