Il Ministero della Salute ha pubblicato un avviso di ritiro dal mercato che riguarda ben otto tipologie di formaggi biologici prodotti con latte di pecora sopravvissana e commercializzati con il marchio Scolastici Roberto. La segnalazione, apparsa inizialmente per errore nella sezione dedicata alle revoche, non è legata a un rischio sanitario accertato (come contaminazioni batteriche o chimiche), bensì a una questione amministrativa: i prodotti sono stati distribuiti mentre lo stabilimento risultava con il riconoscimento CE sospeso.
In pratica, i formaggi sono stati venduti senza la necessaria autorizzazione alla commercializzazione. L’azienda coinvolta è l’Azienda Agricola Scolastici Roberto con sede a Pieve Torina (Macerata). I lotti interessati riguardano diverse referenze della linea Sopravvissana, tra cui ricotta salata, cacio affinato in grotta, cacio all’elicriso, al peperoncino, barriccato al Merlot, stagionato nel fieno, affumicato e al limone. I consumatori che hanno acquistato uno di questi prodotti sono invitati a non consumarli e a riportarli al punto vendita per la gestione del richiamo.
I prodotti coinvolti e i lotti da non consumare
Il ritiro riguarda esclusivamente i lotti elencati dal Ministero. Ecco l’elenco completo delle otto varietà:
- Ricotta Sopravvissana salata (forme da circa 300 g): lotti 1/26, 05/26, 08/26, 16/26, 19/26, 22/26.
- Cacio Sopravvissano affinato in grotta (forme da 1,2 kg e 2,5 kg): lotti 61/25, 62/25, 106/25, 05/26.
- Cacio Sopravvissano all’elicriso (forme da 1,2 kg): lotto 01/26.
- Cacio Sopravvissano al peperoncino (forme da 1,2 kg): lotto 12/26.
- Cacio Sopravvissano barriccato al Merlot (forme da 1,2 kg): lotto 74/25.
- Cacio Sopravvissano stagionato nel fieno (forme da 1,2 kg): lotti 73/25, 103/25, 03/26, 15/26.
- Cacio Sopravvissano affumicato (forme da 1,2 kg): lotti 74/25, 105/25, 02/26, 17/26.
- Cacio Sopravvissano al limone (forme da circa 300 g): lotti 74/25, 13/26.
I prodotti sono stati distribuiti in vari punti vendita in Italia. Il Ministero sottolinea che il provvedimento è di natura amministrativa e non è stato rilevato alcun pericolo microbiologico o chimico nei formaggi. Tuttavia, per il principio di precauzione, si raccomanda di non consumare i lotti indicati.

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