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Vitigni resistenti alle malattie, la ricerca che apre nuove prospettive anche nel clima caldo del Mediterraneo

Uno studio condotto in Salento su Merlot Kanthus e Merlot Khorus dimostra che i vitigni resistenti producono vini di qualità anche in ambienti caldi e siccitosi.

uva bianca

Uno studio condotto in Salento su due varietà di vitigni resistenti alle malattie fungine dimostra che è possibile produrre vini di alta qualità anche in ambienti caldi e siccitosi. I risultati, pubblicati di recente, potrebbero contribuire a superare le diffidenze verso i cosiddetti PIWI, le varietà ottenute dall’incrocio controllato tra Vitis vinifera e specie selvatiche asiatiche e americane.

La ricerca, condotta nel 2022 presso la Cantina Due Palme di Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, ha confrontato Merlot Kanthus e Merlot Khorus con il loro genitore Merlot N., coltivato tradizionalmente. I tre vigneti sono stati gestiti senza irrigazione e con trattamenti fitosanitari ridotti al minimo secondo i protocolli di lotta integrata.

Le analisi hanno evidenziato differenze significative. Merlot Kanthus ha mostrato la maggiore concentrazione zuberina (231 g/L), seguito da Merlot N. (223 g/L) e Merlot Khorus (180 g/L). Quest’ultimo ha presentato anche il pH più basso (3,43 contro 3,67-3,69 degli altri due), un dato particolarmente interessante in un contesto climatico caldo, dove l’acidità tende a calare rapidamente durante la maturazione. Nei vini, l’intensità colorante è risultata nettamente superiore nelle due varietà resistenti (11,93 e 14,51) rispetto al Merlot tradizionale (7,15).

Sul fronte sensoriale, i vini delle varietà resistenti sono stati giudicati tendenzialmente più piacevoli del Merlot N. in un test condotto su 61 consumatori non esperti. Merlot Kanthus è risultato leggermente preferito rispetto a Merlot Khorus. Il test descrittivo con 10 giudici esperti ha confermato differenze solo per alcuni descrittori: Merlot Kanthus più ricco di note vegetali fresche, mentre l’acidità è stata percepita più alta in Merlot Khorus e Merlot N.

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I risultati, pur riferiti a una singola annata, indicano che le varietà resistenti possono raggiungere standard qualitativi elevati anche in un terroir caldo e secco come quello salentino. La capacità di Merlot Khorus di mantenere un pH più basso rappresenta un vantaggio strategico in un contesto di cambiamento climatico, dove l’aumento delle temperature anticipa la maturazione e riduce l’acidità.

Attualmente in Italia solo sette regioni autorizzano la coltivazione di queste varietà, mentre altre, come la Puglia, mantengono un approccio più conservativo. Studi come questo forniscono evidenze concrete a supporto di una revisione delle normative, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale ed economica che la viticoltura moderna è chiamata a perseguire.

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