Da lunedì 14 settembre, gli armatori che avevano già manifestato interesse per gli aiuti del fermo pesca 2025 potranno completare la richiesta sul portale SIAN. La finestra rimarrà aperta fino alle 23:59 del 16 ottobre, poco più di un mese per integrare la documentazione e permettere al Ministero di avviare l’istruttoria. Sul piatto ci sono fino a 10 milioni di euro, finanziati attraverso il programma FEAMPA 2021-2027. Le risorse sono destinate alle imprese autorizzate alla pesca a strascico che lo scorso anno hanno rispettato l’interruzione temporanea obbligatoria e le successive misure tecniche.
L’aiuto sarà calcolato in base alla stazza dell’imbarcazione e ai giorni lavorativi di fermo effettivamente osservati, considerando i primi trenta giorni consecutivi e senza conteggiare sabati e festivi. Il decreto ministeriale prevede importi giornalieri differenti a seconda delle dimensioni del peschereccio. Non si tratta però di una nuova opportunità di accesso al contributo: la finestra riguarda esclusivamente gli armatori che avevano già depositato la manifestazione d’interesse entro la conclusione del periodo di arresto e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2025. Chi non aveva compiuto quel primo passaggio non potrà recuperarlo adesso.
Come presentare la domanda e quali requisiti servono
L’integrazione dovrà essere inviata solo online attraverso il portale SIAN, utilizzando il modello predisposto dal Ministero. Nel documento vanno riportati i dati dell’impresa e dell’imbarcazione, gli estremi della precedente manifestazione d’interesse e l’IBAN sul quale dovrà essere accreditato il contributo. Il conto corrente, nel caso di una società armatrice, deve essere intestato alla società e non al suo legale rappresentante. Alla richiesta dovrà essere allegata anche la copia di un documento d’identità valido.
Se il fermo è stato effettuato in un compartimento marittimo diverso da quello d’iscrizione, occorrerà inoltre presentare la relativa comunicazione trasmessa all’Autorità marittima. Qualora l’IBAN sia cambiato rispetto a quello indicato in precedenza, sarà necessario compilare nuovamente anche il modulo del conto corrente dedicato e unirlo alla documentazione.
Pubblicità
Tra le condizioni previste per ottenere l’aiuto figurano la regolarità dei documenti di bordo, il rispetto dell’intero periodo di fermo, il possesso di una licenza valida e lo svolgimento di almeno 120 giorni di pesca in mare nei due anni precedenti l’inizio dell’interruzione. Il Ministero, una volta acquisite le integrazioni e le certificazioni delle Autorità marittime, formerà una graduatoria e liquiderà il contributo in un’unica soluzione.
Il decreto direttoriale numero 318926 del primo luglio 2026, pubblicato dal Masaf insieme al modello da compilare e alla certificazione riservata alle Autorità marittime, disciplina requisiti, criteri e modalità di erogazione degli aiuti. Tutta la documentazione è disponibile nella pagina dedicata del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.


Partecipa alla discussione