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Romania, via libera all’abbattimento di 859 orsi bruni

La Romania ha approvato l'abbattimento di 859 orsi bruni per contenere la popolazione. Una decisione che divide ambientalisti ed esperti.

Romania, via libera all'abbattimento di 859 orsi bruni — Animali selvatici | AgriVivo.it

La Romania ha approvato un provvedimento che rischia di segnare un punto di non ritorno nella gestione della fauna selvatica europea. Il Parlamento ha infatti disposto l’estensione della quota di prelievo, autorizzando l’abbattimento di 859 orsi bruni tra il 2026 e il 2027.

La misura mira a contenere una popolazione stimata tra 10.000 e 13.000 esemplari, la più numerosa dell’Unione Europea al di fuori della Russia. Una decisione che ha scatenato la fermissima contrarietà di chi tutela gli animali, ma che affonda le radici in una convivenza sempre più difficile tra uomo e natura.

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Il contesto: la Transfăgărășan e i comportamenti irresponsabili

Il panorama in cui si consuma questa crisi vede come epicentro la spettacolare arteria stradale della Transfăgărășan, nei Monti Carpazi. Qui la convivenza è degenerata a causa dell’inciviltà dei turisti, che ignorano sistematicamente i divieti e i cartelli d’avvertimento per scattare selfie e somministrare cibo ai plantigradi.

Nel solo arco di una mattinata sono stati censiti almeno 20 orsi bruni spintisi a ridosso delle carreggiate. Un’abitudine deleteria che disabitua i selvatici alla caccia naturale, incrementando le incursioni urbane in località come Predeal, dove i residenti raccontano di non poter più uscire di casa la sera a causa delle costanti visite degli animali ai cassonetti della spazzatura.

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La protesta di associazioni ed esperti

Le associazioni ambientaliste hanno espresso totale dissenso nei confronti del bando di caccia. Cristina Lapis, rappresentante del Santuario Libearty (struttura che accoglie 140 orsi salvati), ha evidenziato come le battute non fermeranno gli esemplari sinantropici: i cacciatori punteranno ai grandi esemplari da trofeo nel cuore dei boschi, ignorando le femmine con cuccioli che frequentano i centri abitati.

Sulla stessa linea Ciprian Galusca, esponente della Climate Adaptation Platform Association, il quale sottolinea come le autorità abbiano completamente trascurato la gestione dei rifiuti, la manutenzione delle recinzioni elettriche e l’applicazione delle sanzioni. Eliminare centinaia di animali non è la strada corretta: serve responsabilità ed educazione, non l’uso delle armi e lo sterminio di orsi innocenti.

Una scelta controversa che divide l’Europa

La decisione rumena riapre il dibattito su come gestire i grandi carnivori in Europa. Da un lato, c’è chi sostiene la necessità di interventi drastici per garantire la sicurezza pubblica e ridurre i conflitti; dall’altro, chi ritiene che la priorità debba essere la prevenzione, attraverso l’educazione, la gestione dei rifiuti e il potenziamento delle recinzioni.

La Romania, con la sua popolazione di orsi bruni, rappresenta un caso emblematico: la soluzione armata, secondo molti, non affronta le vere radici del problema, ma rischia solo di aggravare una situazione già complessa. Mentre il paese si prepara ad attuare la misura, gli occhi dell’Europa sono puntati su Bucarest, in attesa di capire se questa scelta sarà davvero efficace o se si rivelerà un boomerang per la conservazione della specie.

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