AgriLab 2026 ha riportato l’agricoltura di precisione e quella rigenerativa nei campi del Crea Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia, a otto anni dall’ultima edizione di Nova Agricoltura in Campo. Organizzato da Edagricole, l’evento ha richiamato oltre 300 visitatori, che hanno potuto toccare con mano le ultime novità in fatto di macchine, tecniche e innovazioni, presentate spesso in anteprima italiana.
Quattro “laboratori” in campo hanno scandito la mattinata, affrontando i temi delle infestanti, dei biostimolanti, dell’irrigazione e della genetica. Nel pomeriggio, il convegno ha messo a confronto esperti di calibro internazionale sui tre pilastri dell’evento: agricoltura di precisione, agricoltura rigenerativa e mercato del grano duro. Non è mancato l’annuncio che dal 2027 il Crea ospiterà le prime piante editate con le Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea).
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I quattro laboratori in campo
Il primo laboratorio, curato da Pasquale Montemurro dell’Università di Bari, ha fatto il punto sulle infestanti più comuni nel Sud Italia – Poacee, Apiacee, Asteracee e altre – e sul fenomeno della resistenza agli erbicidi, favorita da monosuccessioni e impiego ripetuto di prodotti con lo stesso meccanismo d’azione. La soluzione, ha spiegato Montemurro, passa per una gestione integrata che combini controllo meccanico, agronomico, chimico e fisico.
Sui biostimolanti, Giulia Conversa dell’Università di Foggia ha presentato studi su modelli sostenibili per la produzione di composti bioattivi nel cardo, sull’uso di funghi micorrizici arbuscolari nella produzione vivaistica di pomodoro da industria e sull’applicazione fogliare di zeolite e silicio per migliorare la produttività in ambiente mediterraneo. Per approfondire il ruolo della zeolite in agricoltura, leggi il nostro articolo dedicato: La zeolite in agricoltura: la roccia vulcanica che rivoluziona la gestione di suolo, acqua e fertilizzanti.
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Il laboratorio irrigazione, condotto da Andrea Burato e Mario Parisi del Crea Orticoltura e Florovivaismo, ha illustrato i risultati di un biennio di prove on farm di irrigazione smart su pomodoro da industria nel Nord Italia, proponendo una strategia a bassa complessità per aumentare l’efficienza idrica.
Infine, il Crea Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia ha dedicato il quarto laboratorio alla genetica, presentando i progetti Grano.IT (che integra genetica, satellite e modelli predittivi per stimare la resa del grano duro) e il Piano Nazionale Sementiero Biologico. Spazio anche alle Tea, con l’annuncio che dal 2027 le prime piante editate saranno in campo al Crea.
Convegno: conservazione di precisione, rigenerazione e mercato
Il convegno pomeridiano si è aperto con i saluti di Clara Fares, direttrice f.f. del Crea di Foggia. Bruno Basso della Michigan State University ha introdotto il concetto di conservazione di precisione: modelli colturali e mappe di stabilità della resa consentono di identificare le superfici che rendono sistematicamente poco, su cui intervenire riducendo gli input o destinandole a coperture e fasce tampone. “L’agricoltura è al tempo stesso esposta al cambiamento climatico, grande emettitrice e parte chiave della soluzione”, ha sottolineato Basso, ricordando che “non è il caldo medio a fare danno, ma gli estremi: ondate di calore, siccità e piogge violente”.
Giuseppe De Mastro dell’Università di Bari ha illustrato il percorso della Regione Puglia verso uno standard di agricoltura rigenerativa, prima iniziativa istituzionale in Italia per valutare le prestazioni degli agroecosistemi, integrando ricerca, imprese e politiche pubbliche.
Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia ha dipinto un quadro preoccupante per il grano duro italiano, proponendo soluzioni come la pianificazione decennale dei prezzi, la stabilizzazione dei rapporti di filiera, l’adozione di tecniche agronomiche d’avanguardia e la diversificazione produttiva.
La tavola rotonda finale ha visto Pasquale De Vita (Crea-CI) ricordare che il sequenziamento del genoma del grano duro (2019) ha accelerato il miglioramento genetico, ma l’aumento annuo dell’1% delle rese viene eroso dal clima. Matteo Tamburrelli (Cai Agromec Puglia) ha ribadito il valore dell’agricoltura conservativa e di precisione come strumenti complementari.
Per chi volesse approfondire le tecnologie per il monitoraggio delle colture, consigliamo la lettura della nostra guida: Droni per agricoltura: la guida completa per scegliere il modello giusto (prezzi, modelli e normativa 2026).
Macchine in campo
I visitatori hanno potuto assistere a dimostrazioni di mezzi di ultima generazione firmati da marchi come Medina Rubber Tracks, FJDynamics, Trelleborg/Mitas, Patella Tractors, Palumbo Motors, Lombardi Group, D’Agnello, Capobianco Trattori e VSD. Un’occasione unica per vedere dal vivo soluzioni per la semina su sodo, la gestione delle erbe infestanti e la raccolta di precisione.
AgriLab 2026 ha dimostrato che l’agricoltura rigenerativa e quella digitale non sono alternative, ma si rafforzano a vicenda: il digitale indica dove e quanto intervenire, il rigenerativo spiega come farlo. L’appuntamento è già per la prossima edizione.

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