Etichettatura sul fronte della confezione, tassazione dei prodotti dannosi e protezione dei bambini dal marketing nocivo: sono queste le tre misure chiave che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indica per favorire diete sane a livello globale. Le raccomandazioni arrivano in occasione del rapporto Onu sulla fame nel mondo, che evidenzia progressi ma anche forti disparità e rischi legati a conflitti e crisi climatica. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato: «Le diete sane non sono un lusso: sono il fondamento della Salute e devono essere alla portata di tutti». Coldiretti, da anni in prima linea contro i cibi ultraformulati, ha accolto con favore le indicazioni, sottolineando come la lotta al cibo spazzatura sia ormai un fronte condiviso a livello mondiale.
Le tre misure chiave dell’Oms
Secondo l’Oms, per rendere il cibo sano la scelta più semplice per i consumatori, servono interventi strutturali. In primo luogo, l’etichettatura frontale (front-of-pack) che informi immediatamente sulla qualità nutrizionale del prodotto. Poi la tassazione dei cibi dannosi, come bevande zuccherate e snack ultraprocessati, per scoraggiarne il consumo. Infine, la protezione dei minori dal marketing aggressivo di questi prodotti, spesso veicolato attraverso canali digitali e packaging accattivanti. Queste misure sono già state adottate in diversi paesi, con risultati positivi nella riduzione del consumo di sale, zuccheri e grassi saturi.
Fame nel mondo: miglioramenti ma ombre
Il rapporto Onu, presentato da Fao, Ifad, Unicef, Pam e Oms, segnala che la fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo, ma la situazione resta disomogenea. Asia, America Latina e Caraibi mostrano miglioramenti, mentre l’Africa è ancora indietro nella Sicurezza alimentare. Il conflitto in Medio Oriente e la crisi climatica minacciano di invertire la rotta: secondo le stime, nei prossimi cinque anni il numero di persone che soffrono la fame potrebbe salire a 510-520 milioni, rispetto ai 503 milioni attuali, a causa dell’inflazione e del rincaro di energia e Fertilizzanti. Gli Eventi climatici estremi e la riduzione degli aiuti umanitari aggravano ulteriormente il quadro.
La posizione della Coldiretti
Coldiretti, che da anni promuove la messa al bando dei cibi ultraformulati, ha visto nelle raccomandazioni Oms una conferma delle proprie battaglie. «Il contrasto ai cibi di laboratorio e ultraprocessati non è una visione contro la ricerca, ma una necessità per la salute, soprattutto dei più giovani», ha commentato l’associazione. L’etichettatura chiara e la tassazione sono strumenti che, secondo Coldiretti, possono indirizzare i consumi verso prodotti freschi e locali, sostenendo al contempo l’Agricoltura di qualità.
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In conclusione, il rapporto Oms-Unu rilancia la necessità di politiche alimentari integrate, che combinino informazione, fiscalità e regole del marketing. Per Coldiretti, è il momento di tradurre le raccomandazioni in azioni concrete, a partire dall’Unione Europea, dove il dibattito sull’etichettatura Nutriscore e sulla riforma della PAC è ancora aperto.







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