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Nueva Pescanova rinuncia all’allevamento intensivo di polpi

Nueva Pescanova abbandona il progetto di allevamento intensivo di polpi a Gran Canaria dopo 5 anni di proteste. Vittoria per gli attivisti.

an octopus in an aquarium with other animals in the background

Una battaglia durata cinque anni si è conclusa con una vittoria storica per i polpi e per gli oceani. Il 23 luglio 2024, l’Autorità portuale di Las Palmas ha comunicato che Nueva Pescanova ha rinunciato al progetto per realizzare il primo Allevamento commerciale di polpi al mondo, nell’area portuale di Gran Canaria, nelle Isole Canarie. La decisione è stata accolta con entusiasmo da Compassion in World Farming (CIWF), l’organizzazione che ha guidato la mobilitazione internazionale contro l’impianto, e da migliaia di attivisti che negli anni hanno inviato email, petizioni e pressioni alle autorità.

Il progetto contestato

Nueva Pescanova, multinazionale spagnola leader nel settore ittico, intendeva allevare il polpo comune (Octopus vulgaris) in vasche terrestri, con l’obiettivo di produrre 3.000 tonnellate di carne all’anno, ospitando circa un milione di polpi. L’azienda sosteneva che l’allevamento avrebbe ridotto la pressione sulla Pesca selvatica e soddisfatto la domanda globale. Tuttavia, il progetto ha subito sollevato critiche da scienziati, etologi e associazioni animaliste, che hanno evidenziato i rischi per il Benessere di animali intelligenti e complessi come i polpi.

Animali intelligenti, non merce

I polpi possiedono un sistema nervoso altamente sviluppato, sono in grado di apprendere, risolvere problemi e mostrare comportamenti complessi. In natura sono solitari e territoriali. Secondo gli esperti, allevarli in vasche spoglie e ad alta densità avrebbe provocato stress cronico, aggressività e cannibalismo. Elena Lara, Senior Research and Policy Advisor di CIWF, ha dichiarato: “I polpi sono animali selvatici intelligenti, non merce da rinchiudere in allevamenti intensivi. La decisione di abbandonare questo progetto invia un messaggio forte e chiaro: il futuro del cibo non può essere costruito sulla sofferenza degli animali”.

Impatto ambientale insostenibile

Oltre agli aspetti etici, l’allevamento intensivo di polpi avrebbe avuto un pesante impatto ambientale. Secondo un rapporto di CIWF, per produrre 3.000 tonnellate di polpo sarebbero state necessarie 28.000 tonnellate di pesce selvatico per i mangimi, aggravando la pressione sugli ecosistemi marini già sovrasfruttati. Un paradosso che non risolve il problema della pesca eccessiva, ma lo amplifica.

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Un precedente importante

La rinuncia di Nueva Pescanova rappresenta un precedente significativo: è la prima volta che un grande progetto di allevamento industriale di polpi viene fermato prima della realizzazione. CIWF chiede ora ai governi delle Isole Canarie, della Spagna e dell’Unione Europea di introdurre un divieto specifico per l’allevamento di polpi e di bloccare l’espansione dell’acquacoltura di specie carnivore. La battaglia per la tutela degli oceani e degli animali intelligenti, però, è ancora lunga.

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