Il Maltempo dei primi mesi del 2026 ha già causato danni per oltre 700 milioni di euro alle produzioni agricole assicurate, secondo una prima ricognizione di Asnacodi Italia. Gelo tardivo, siccità, grandinate e venti forti hanno colpito gran parte del Paese, con oltre 70mila certificati assicurativi interessati da almeno una denuncia di sinistro. La stima, ancora provvisoria, potrebbe rivelarsi prudenziale rispetto al rapporto tra premi e sinistri. Le aree più colpite includono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Puglia, dove raccolti prossimi alla maturazione, vigneti, frutteti e strutture aziendali sono stati compromessi in pochi minuti.
Le aree più colpite e i danni alle colture
Dalla Lombardia alla Puglia, gli Eventi estremi hanno colpito con intensità variabile. In particolare, nel Bresciano e nel Mantovano si registrano danni significativi a mais e vigneti, mentre nel Foggiano le grandinate hanno compromesso interi frutteti. Le serre e gli impianti aziendali non sono stati risparmiati, con forti raffiche di vento che hanno causato crolli e danni strutturali. Le imprese agricole che avevano stipulato polizze assicurative potranno accedere agli indennizzi previsti, ma il danno complessivo è ben più ampio: le aziende non assicurate devono far fronte da sole alle perdite, con rischi per la continuità produttiva.
La necessità di un cambio di paradigma
Andrea Berti, direttore di Asnacodi Italia, sottolinea che di fronte alla crescente frequenza e intensità degli eventi estremi non basta più intervenire dopo il danno. «Serve un vero cambio di paradigma per consentire strategie di adattamento delle imprese», afferma. L’obiettivo è passare da una logica risarcitoria a un modello basato su prevenzione, conoscenza del rischio e innovazione tecnologica. Polizze agevolate, fondi mutualistici, strumenti di stabilizzazione del reddito e dati avanzati sono gli strumenti complementari indicati dal Sistema Asnacodi Italia–Condifesa per rafforzare la resilienza delle aziende agricole.
Il ruolo delle assicurazioni e della prevenzione
Attraverso i 37 Consorzi di difesa associati, Asnacodi accompagna le imprese nella valutazione dei rischi e nella gestione delle conseguenze. La ricognizione in corso permetterà di affinare la stima dei danni, ma già emerge l’urgenza di integrare la gestione del rischio nella programmazione aziendale. La protezione del reddito e degli investimenti, insieme alla continuità produttiva, sono al centro della strategia proposta, che punta a fare dell’Agricoltura italiana un settore più preparato alle sfide climatiche.
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I dati definitivi sui danni saranno disponibili dopo il completamento dei sopralluoghi e delle perizie. Nel frattempo, il sistema assicurativo si conferma uno strumento cruciale, ma non sufficiente senza un approccio preventivo più strutturato.
In copertina, foto Ansa di Repertorio.





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