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Asiago Dop, produzione e consumi in crescita nel 2025: oltre 1,6 mln di forme

Il Consorzio di tutela presenta i dati dell'assemblea: fatturato a 181 milioni (+16,6%), prezzi all'ingrosso in aumento, export a 13,1 milioni. Consumi +4% a volume e +11,3% a valore. Lanciato il progetto "Ecosistema Dop 2040".

Asiago Dop, produzione e consumi in crescita nel 2025: oltre 1,6 mln di forme

Il Consorzio di tutela dell’Asiago Dop ha presentato all’Assemblea annuale dei soci, svoltasi l’8 maggio nella Basilica Palladiana di Vicenza, i risultati positivi del 2025. La produzione è cresciuta dell’8,3% rispetto al 2024, raggiungendo 1.629.284 forme complessive, con un fatturato alla produzione di 181 milioni di euro (+16,6%). L’Asiago Fresco ha registrato 1.371.339 forme (+6,7%), mentre l’Asiago Stagionato ha fatto segnare un +17,6% con 257.945 forme.

Anche i consumi sono aumentati: +4% a volume e +11,3% a valore sul mercato interno, la migliore combinazione di incremento tra i formaggi Dop duri e semiduri nel 2025. Nei primi tre mesi del 2026 il trend tiene con un +2,9% a volume e +2,6% a valore. «I positivi risultati del 2025 – ha commentato il presidente Fiorenzo Rigoni – sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera.

Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l’intero areale di produzione».

Prezzi all’ingrosso in rafforzamento e export in crescita nonostante le crisi

Sul fronte dei prezzi, il 2025 ha segnato un deciso rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso. L’Asiago Fresco ha raggiunto un prezzo medio di 7,18 euro/kg (+12,54% sul 2024), mentre l’Asiago Stagionato si è attestato a 8,57 euro/kg (+4,38%).

L’export di filiera ha toccato un valore complessivo di 13,1 milioni di euro, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume. In Europa, i principali mercati sono Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%); tra i Paesi extraeuropei, Stati Uniti si confermano il primo mercato con il 26,4%, seguiti da Svizzera (14,7%) e Australia (4,6%).

Il presidente di Ice-AgenziaMatteo Zoppas, ha sottolineato che «il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare, con 57 denominazioni Dop e un valore delle esportazioni che supera l’80% del fatturato alla produzione.

L’Asiago Dop rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto». Il Consorzio ha inoltre proseguito il percorso di sostenibilità con il progetto Asiago Green Edge (dal 2022) e l’adozione della certificazione volontaria Made green in Italy del Ministero dell’Ambiente.

In Assemblea è stata lanciata la proposta strategica per costruire un ecosistema territoriale articolato su tre direttrici: territorio come infrastruttura identitariatalento come complesso di competenze diffuse e turismo come vettore di innovazione. «I dati dell’Osservatorio Qualivita – ha ricordato Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia – dimostrano che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere Dop e Igp.

Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni geografiche». Infine, l’innovazione di formato (snack, cubetti, petali, grattugiato, julienne) ha trainato la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2025.

Fonte: Informatore Zootecnico

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