Il ruggito dei grandi felini torna a echeggiare nelle steppe del Kazakistan dopo oltre settant’anni. Il primo esemplare a riconquistare la libertà è Umit, nome che in kazako significa “Speranza”, una femmina di tigre dell’Amur rilasciata nella Riserva Naturale di Ile-Balkhash. L’evento segna l’inizio di un ambizioso programma di ripopolamento che punta a riportare la tigre in un’area dove la specie, nota come tigre del Turan, si è estinta a metà del Novecento.
L’operazione è il risultato di un accordo internazionale che ha visto il trasferimento di quattro tigri siberiane dalla regione russa di Khabarovsk. Oltre a Umit, il gruppo comprende un maschio adulto, due cuccioli e la coppia Kuma e Bohdana, arrivati dal centro olandese Stichting Leeuw per sostenere la riproduzione in ambiente protetto. Le autorità kazake hanno accolto l’iniziativa con entusiasmo, definendola un passo storico per la conservazione della biodiversità.
Un piano di ripopolamento e monitoraggio lungo 50 anni
La liberazione di Umit è solo il primo passo di una strategia che si estenderà per i prossimi quaranta-cinquant’anni. Il progetto, coordinato dal presidente del Comitato forestale e della fauna selvatica Daniyar Turgambayev, prevede l’uso di collari GPS satellitari per tracciare ogni movimento degli animali. Il ministro dell’Ecologia Yerlan Nyssanbayev ha inoltre confermato l’attivazione di squadre di intervento rapido, pronte a intervenire se i felini si avvicinano a meno di cinque chilometri dai centri abitati, per garantire la sicurezza delle comunità locali.
Ricostruire la catena alimentare: la sfida delle prede
Riportare il più grande felide del pianeta nel suo habitat richiede un ecosistema ricco di prede. Una tigre adulta deve cacciare tra i 50 e 70 grandi mammiferi ogni anno. Per questo, i biologi hanno ripopolato l’area a sud del lago Balkhash e lungo il fiume Ile con 119 esemplari di kulan, gli asini selvatici asiatici, favorendo inoltre la proliferazione di cinghiali, caprioli e cervi di Bukhara. Solo una base alimentare solida garantirà ai nuovi nati di crescere autonomi, senza dipendere dall’uomo.
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Un primato mondiale per la conservazione
Se il programma avrà successo, il Kazakistan diventerà il primo paese al mondo a ripristinare una popolazione di tigri selvatiche in un’area dove la specie era completamente estinta. La stretta parentela genetica tra la tigre siberiana e la scomparsa tigre del Caspio offre una base scientifica solida per il progetto. Il percorso verso l’autosufficienza sarà lungo e complesso, ma il rilascio di Umit dimostra che la determinazione umana può riparare i danni del passato. Il monitoraggio costante e la cooperazione internazionale saranno cruciali per trasformare questa speranza in una realtà duratura.


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