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Piemonte, riconosciute le associazioni tartufai: domande entro il 30 settembre

La Regione Piemonte ha avviato la procedura per il riconoscimento delle associazioni dei cercatori di tartufo. Domande entro il 30 settembre 2026.

Tartufo nero scorzone

La Regione Piemonte ha ufficialmente avviato la procedura per il riconoscimento delle associazioni dei raccoglitori e cercatori di tartufo, un passo che mira a consolidare il ruolo di questi soggetti nella tutela del patrimonio tartufigeno regionale. L’avviso, pubblicato sul Bollettino Ufficiale il 23 luglio 2026 con Determinazione Dirigenziale n. 525/A1614A, fissa al 30 settembre 2026 il termine per la presentazione delle domande.

Cosa prevede l’avviso della Regione

L’iniziativa, attuata in applicazione dell’articolo 12 della Legge Regionale n. 16/2008, non prevede contributi economici diretti alle associazioni riconosciute, ma rappresenta un riconoscimento istituzionale di rilievo.

Le associazioni che otterranno il via libera diventeranno interlocutori ufficiali della Regione nelle politiche dedicate al tartufo, potendo partecipare ai tavoli di confronto e ai futuri programmi di valorizzazione del settore. In questo modo il Piemonte intende rafforzare la gestione organizzata del comparto, valorizzando uno dei prodotti simbolo del territorio.

Requisiti per ottenere il riconoscimento

Per candidarsi, le associazioni devono soddisfare una serie di requisiti stringenti. È richiesta l’assenza di fini di lucro, un numero minimo di 50 soci e la presenza, tra gli associati, di cercatori in possesso del tesserino di idoneità, proprietari di terreni tartufigeni o conduttori di tartufaie riconosciute.

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Questi criteri garantiscono che le associazioni rappresentino efficacemente la categoria e contribuiscano alla tutela degli ambienti naturali vocati alla produzione del tartufo.

Come presentare domanda

Le domande devono essere inviate alla Regione Piemonte entro il 30 settembre 2026, seguendo le modalità indicate nell’avviso pubblicato. L’iniziativa si inserisce in un percorso di valorizzazione del tartufo piemontese, già noto per la qualità del Tuber magnatum e del Tuber melanosporum.

Con questo provvedimento, la Regione punta a rendere più strutturato il dialogo con i protagonisti della filiera, migliorando la tutela e la promozione del prodotto. Per chi opera nel settore, si tratta di un’opportunità per ottenere un riconoscimento ufficiale e avere voce in capitolo nelle decisioni future.

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