Il Soccorso alpino del Trentino denuncia un preoccupante aumento di chiamate al 112 per motivi non urgenti, spesso legati a impreparazione e disorganizzazione degli escursionisti. In una sola notte, la Centrale operativa ha dovuto gestire tre richieste di soccorso che non riguardavano pericoli reali, ma disagi facilmente risolvibili con un po’ di autonomia. L’episodio più emblematico è quello di due escursionisti che, arrivati al parcheggio del Fontanino a Peio, hanno chiamato i soccorsi perché non trovavano un taxi per tornare in hotel. Un comportamento che ha suscitato la rabbia dei tecnici, che ricordano come il 112 debba essere usato solo per emergenze reali.
Le tre chiamate della notte
La sequenza di allarmi è iniziata intorno alle 20:30 sulle Dolomiti di Brenta. Due escursionisti stranieri, di ritorno dalla ferrata delle Bocchette Centrali, si sono bloccati lungo il sentiero Violi, stremati e disidratati. Il tecnico di centrale è riuscito a guidarli telefonicamente fino a farli raggiungere in autonomia la zona di Vallesinella.
Intorno alle 23:00, un’altra chiamata: due campeggiatori a Passo San Nicolò, spaventati da un temporale, avevano abbandonato tenda e zaini per cercare riparo. Gli operatori li hanno rassicurati sulle condizioni Meteo e li hanno accompagnati a rientrare nell’accampamento. Infine, a mezzanotte, la richiesta più assurda: due escursionisti al parcheggio di Peio, stanchi e senza abbigliamento adeguato, hanno chiamato il 112 perché non c’erano taxi disponibili.
L’appello del Soccorso alpino
Il Soccorso alpino del Trentino ha espresso forte indignazione per questi episodi, sottolineando come chiamate improprie possano distogliere risorse preziose da vere emergenze. “Non si fa così”, hanno dichiarato, ricordando che ogni richiesta di soccorso va valutata con attenzione e che l’inesperienza e l’improvvisazione, spesso alimentate dai social, mettono a rischio la sicurezza in montagna. L’invito è a preparare accuratamente le escursioni, verificare i mezzi di trasporto disponibili e portare sempre abbigliamento adeguato, evitando di fare affidamento sul 112 per risolvere disagi evitabili.
Pubblicità
Il peso dei social e dell’inesperienza
Secondo i tecnici, molti escursionisti sottovalutano le difficoltà della montagna, influenzati da video e foto sui social che mostrano percorsi facili e spettacolari. La mancanza di preparazione fisica e di equipaggiamento adeguato porta a situazioni di pericolo o, come in questi casi, a richieste di soccorso inappropriate. Il Soccorso alpino raccomanda di informarsi sempre sulle condizioni del sentiero, di portare con sé acqua e cibo a sufficienza, e di avere un piano B per il rientro, inclusi i mezzi di trasporto pubblici o privati.
La montagna va vissuta con responsabilità: il 112 è un numero di emergenza, non un taxi o un servizio di assistenza turistica. L’appello del Soccorso alpino è chiaro: usiamolo solo quando c’è un reale pericolo per la vita.



Partecipa alla discussione