Il mercato del grano duro nella seconda metà di luglio 2026 mostra un quadro differenziato sul territorio nazionale e internazionale. Secondo le rilevazioni della Commissione Unica Nazionale (CUN) e delle principali piazze di scambio, i prezzi restano stabili al Centro-Sud e nelle Isole, mentre a Milano si registra un calo per le categorie “fino” e “buono mercantile”. In Francia, invece, il nuovo raccolto segna un netto rialzo, con quotazioni in aumento di oltre 8 euro/tonnellata rispetto alla settimana precedente. La situazione evidenzia le prime tensioni legate all’avvio della campagna 2026, con operatori ancora scettici sulla trasparenza delle quotazioni CUN dopo la sospensione delle rilevazioni per il Nord nella prima settimana di luglio.
Andamento dei prezzi per area geografica
Al Nord, il grano duro “fino alto proteico” quota 292,50 euro/t, il “fino proteico” 272,50 euro/t e il “fino” 257,50 euro/t. A Milano, il ribasso è stato di 2 euro/t per il “fino” (mediamente 267,50 euro/t) e di 7 euro/t per il “buono mercantile” (258,50 euro/t). Al Centro, le quotazioni CUN restano invariate: “fino alto proteico” a 302,50 euro/t, “fino proteico” a 280,50 euro/t, “fino” a 257,50 euro/t e “convenzionale” a 247,50 euro/t. Al Sud, i prezzi si attestano su livelli più elevati: “fino alto proteico” a 307,50 euro/t, “fino proteico” a 292,50 euro/t, “fino” a 262,50 euro/t e “convenzionale” a 255,50 euro/t. Nelle Isole, il “fino” vale 242,50 euro/t e il “convenzionale” 236,50 euro/t.
La piazza di Foggia e il biologico
La Granaria di Foggia ha lasciato invariati i prezzi rispetto alla settimana precedente: “fino” (peso specifico 80, proteine 12%) a 264 euro/t, “buono mercantile” (p.s. 79, prot. 11,5%) a 259 euro/t e “mercantile” (p.s. 78, prot. 10,5%) a 249 euro/t. Il listino della CCIAA di Foggia ha invece confermato il prezzo del grano duro biologico a 312,50 euro/t, dopo il ribasso di 10 euro/t registrato il 13 luglio. La stabilità della piazza foggiana, principale riferimento per il Mezzogiorno, offre un punto fermo in un mercato che altrove mostra segni di movimento.
Confronto con il mercato francese
In Francia, per la merce resa a Port-La-Nouvelle, il prezzo del nuovo raccolto ha registrato un forte rialzo, raggiungendo 259,50 euro/t con un incremento di 8,25 euro/t rispetto al venerdì precedente. Il recupero è significativo dopo le flessioni di inizio luglio, quando il nuovo raccolto era sceso a 247,50 euro/t. La merce del raccolto 2025, invece, si attesta a 250,50 euro/t in rialzo di 5,75 euro/t. Il mercato francese, tradizionalmente competitivo, sta quindi recuperando terreno, influenzando le prospettive per le importazioni italiane.
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Prospettive e criticità
Le ultime rilevazioni evidenziano una stabilizzazione dei prezzi al Sud e nelle Isole, mentre il Nord sconta l’avvio della nuova campagna con quotazioni più basse rispetto alle attese. La sospensione delle quotazioni CUN per il Nord nella prima settimana di luglio ha sollevato dubbi tra gli operatori sulla credibilità dell’organismo, come già segnalato da L’Informatore Agrario. Per la prossima settimana, si attende l’evoluzione del mercato francese e l’eventuale ripresa della domanda interna, che potrebbe sostenere i prezzi delle categorie proteiche. Resta da monitorare l’impatto delle condizioni climatiche sulle rese del nuovo raccolto, fattore che potrebbe ulteriormente influenzare le quotazioni nelle prossime settimane.
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