Non si ferma la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori del Sud Italia contro il caro carburanti. Dalla Campania alla Sicilia, i presidi lungo le arterie autostradali e nei porti stanno rallentando la circolazione e mettendo in ginocchio la filiera logistica. Le mobilitazioni chiedono al governo un intervento immediato sui rincari del diesel, giudicati ormai insostenibili, mentre nei supermercati iniziano a comparire i primi scaffali vuoti.
Porti e autostrade nel caos: la mappa dei blocchi
La situazione è critica in diverse regioni. Al porto commerciale di Napoli, alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan, creando pesanti disagi al traffico nell’area di accesso al capoluogo campano. Sulla A1 Milano-Napoli, nella notte è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli, causando chilometri di code.
In Calabria, in provincia di Catanzaro, solo all’alba sono stati riaperti l’ingresso e l’uscita dallo svincolo dell’Autostrada A2 a Falerna. In Sicilia, il Comitato trasportatori siciliani ha organizzato presidi in tutti i porti della regione. Tuttavia, il transito via terra per l’ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina rimane libero, poiché il Cts non sta effettuando blocchi stradali sulle arterie di collegamento.
Emergenza scaffali vuoti in Molise e Puglia
Le conseguenze dei blocchi iniziano a farsi sentire concretamente sui cittadini. A Campobasso, camion, tir e trattori hanno raggiunto il centro città per manifestare contro l’aumento del costo della vita. Molti manifestanti indossano gilet gialli ed espongono slogan come “Anche il Sud è Italia” e “Il lavoro che muove l’Italia”.
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In diversi supermercati del Molise si registrano seri problemi di approvvigionamento, con scaffali vuoti soprattutto nei reparti di frutta, verdura e prodotti da forno. A risentirne è anche l’industria: il pastificio ‘La Molisana’ ha fatto sapere di aver ridotto drasticamente la propria produzione.
A Bari, gli autotrasportatori sono in presidio davanti al palazzo della Presidenza della Regione Puglia, dove il presidente Antonio Decaro dovrebbe incontrare una delegazione dei manifestanti.
L’incontro con Salvini e l’allarme del Codacons
La protesta, secondo il programma, dovrebbe terminare alle 24 di martedì 20 ottobre. Proprio quel giorno, alle 15, una delegazione di Fedralog parteciperà a Milano al tavolo tecnico fissato dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha convocato anche le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia.
Intanto cresce la preoccupazione per le ripercussioni economiche. Il Codacons ha lanciato un allarme: “Le proteste rischiano di creare ripercussioni dirette sulle tasche dei consumatori italiani”. L’associazione dei consumatori avverte che “nelle prossime ore potrebbero verificarsi carenze di beni essenziali” e che potrebbero esserci “speculazioni lungo la filiera che sfruttano l’attuale emergenza per attuare rincari ingiustificati”. Per questo motivo, il Codacons ha invitato il governo a vigilare con la massima attenzione contro abusi e speculazioni.



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