Cassette dell’ortofrutta impilate senza un solo frutto, banchi frigo ridotti a ripiani bianchi e corsie in cui i clienti cercano a lungo prima di arrendersi. Non è la scena di un film, ma la realtà che si sta verificando in diverse zone del Sud Italia, in particolare in Sicilia e Puglia.
Il responsabile è il fermo degli autotrasportatori contro il caro gasolio, una protesta che, unita ai distributori di carburante rimasti a secco, ha rallentato drasticamente le consegne. E nella grande distribuzione bastano pochi giorni senza camion perché i vuoti diventino visibili.
Quali merci mancano?
La protesta riguarda principalmente la distribuzione dei prodotti freschi. A sparire per primi sono frutta e verdura, latte, carne e formaggi. Il motivo è logistico: i supermercati lavorano con scorte minime e riforniscono gli scaffali quasi ogni giorno. Seguono i prodotti da frigo e i surgelati, merci che si conservano meno e richiedono consegne frequenti.
In Sicilia, gran parte della merce arriva via nave e da lì viaggia su gomma: con i semirimorchi fermi nei porti, il flusso si interrompe. A complicare il quadro c’è la merce bloccata nei luoghi di produzione, che rischia di deteriorarsi prima di arrivare in negozio. Per questo Confcooperative Agroalimentare ha chiesto ai camionisti di garantire almeno il trasporto dei deperibili. I farmaci, invece, continuano a essere distribuiti regolarmente, nonostante i timori di alcuni cittadini.
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Dove si registrano i disagi maggiori
Le immagini più eclatanti arrivano da Palermo, dove il reparto ortofrutta è diventato una distesa di cassette vuote. Ma la situazione è comune a molte altre aree. In Puglia, i problemi maggiori sono nel Foggiano, a Cerignola, San Severo e Lucera, dove i presidi di tir e trattori bloccano da giorni la statale 16 e gli accessi ad A14 e A16.
A Cerignola, in particolare, gran parte degli scaffali dei dieci supermercati più grandi della città si è svuotata, con scene di corsa all’acquisto che non si vedevano dai tempi del Covid. In Sicilia, le difficoltà si concentrano a Palermo, Messina, Taormina e Trapani, con banchi del fresco semivuoti anche nel Catanese.
Quando finirà il fermo e cosa succederà dopo
Il fermo dei camionisti siciliani è iniziato il 16 ottobre, come quello delle imprese calabresi, e la chiusura è prevista per la mezzanotte del 20 ottobre. Tuttavia, il ritorno alla normalità sarà graduale. La data chiave è il 20 ottobre: alle 15, a Milano, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà gli autotrasportatori insieme al viceministro Edoardo Rixi, con la prima convocazione delle sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia. I rappresentanti hanno avvertito che, senza risposte dal governo, la protesta potrebbe andare avanti a oltranza.
Anche con la fine del fermo, le catene dovranno ricostituire le scorte, il fresco dovrà ripartire dai luoghi di produzione e in Puglia i distributori di carburante dovranno tornare a pieno regime per permettere ai mezzi di viaggiare.
Per il 22 ottobre, inoltre, è possibile un fermo dei pescherecci con una manifestazione nello Stretto di Messina, che potrebbe toccare anche il banco del pesce. La situazione, quindi, resta in evoluzione, ma il ripristino completo degli scaffali richiederà ancora qualche giorno.



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